Riccardo Grassi

Vivere delle proprie passioni

Vacanze in barca a vela Dream Team

Turismo un programma per Genova e la Liguria

Turismo un programma per Genova e la Liguria: Cosa è necessario fare nei prossimi 10 anni a Genova e Liguria per rilanciare il turismo

Situazione del turismo in Liguria e Genova:

Genova e la Liguria godono di un momento favorevole ma congiunturale (attacchi terroristici in Francia e Germania, Sponda sud mediterraneo praticamente chiusa, così come il medio oriente.)

In realtà i dati dicono che si cresce a velocità inferiore della crescita di trend generale del turismo mondiale (ciò vale più o meno per tutta Italia) e soprattutto non si intercettano realmente trend specifici dovuti alle difficoltà di paesi come la Francia (Parigi -40%).

Genova non attrae in quanto tale, ma piuttosto ha un’attrattività dovuta al polo turistico del che ruota intorno all’acquario, il resto non funziona affatto.

Tale condizione è piuttosto pronunciata, infatti non si riescono a rilanciare zone e punti di interesse diverse dal centro: Nervi e la Lanterna sono un esempio di questa incapacità di portare turismo a Genova.

Bisogna uscire dalla logica del “rilancio” della città ed entrare nella logica di sviluppo della governance dell’esistente e di pensieri lunghi per un netto cambiamento della città.

Genova non sente il turismo come un elemento di sviluppo e asset portante dell’economia, un po’ per storia antica, un po’ per storia recente (grande industrializzazione: “non vorremmo finire tutti a fare i camerieri”), un po’ per carattere: i mugugni per il salone nautico sono solo un piccolo ma significativo esempio.

PERCHE SERVE IL TURISMO A GENOVA E IN LIGURIA

Il Turismo a Genova e in Liguria ha una ricaduta occupazionale ed economica importante: crea molti posti di lavoro e porta moneta contante a fronte di investimenti relativamente poco significativi, con flussi di cassa paragonabili a quelli della grande distribuzione.

Inoltre è una delle industrie che a fronte di un investimento (anche limitato) ha una ricaduta occupazionale elevatissima.

COSA BISOGNA FARE PER FARE DEL TURISMO A GENOVA e IN LIGURIA UN COMPARTO ANCORA PIU’ FORTE.

Il turismo per Genova e la Liguria è già una risorsa importante, ma affinché questo comparto possa portare nuovi posti di lavoro e una ricaduta diffusa sul territorio è necessario un piano di azione semplice ed efficace, fatto di cose concrete, vediamole

Analisi del Turismo

Definizione del Prodotto: Turismo Genova e Liguria

Definire il target turistico per Genova e la Liguria è abbastanza semplice e addirittura intuitivo, come sempre nel mktg si deve partire dalla base, il prodotto. Cosa offre Genova e la Liguria?

Mare, monti, storia, cultura, grande antropizzazione della costa, spazi angusti, paesi molto piccoli, città piccole (la stessa Genova è piccola in relazione alle grandi capitali europee), popolazione anziana e “sindacalizzata” nel modo di pensare (anche l’impresa!), ottimo clima, rilassatezza.

Logico che a Genova e in Liguria non si possa fare turismo di massa e famigliare e neanche pensare a un turismo fortemente giovanile.

Hai presente il numero di turisti della costa romagnola? Bene, quello NO!

Il prodotto turistico Genova e Ligure è un prodotto di alta qualità per via dei suoi panorami, della sua storia, della sua arte: https://www.riccardo-grassi.com/prodotto-turismo-liguria/

Un valore aggiunto che mette in campo la Liguria è la nautica, il mare e la sua storia: sulle barche, la vela di prua, quello che è il “fiocco più grande” (i puristi non inorridiscano…) prende nome di Genoa, non San Francisco o Venezia!

Il salone Nautico è un fiore all’occhiello da non perdere e da “togliere” dalle grinfie di organizzatori troppo impegnati a farsi la guerra…

Inoltre un entroterra molto verde e di qualità è un ulteriore valore da sfruttare lungo tutto l’anno.

Riassumendo per punti di forza del prodotto:

  • Elevata qualità paesaggistica anche in città
  • Storia ultra millenaria
  • Grande storia del mare e tradizioni marinaresche
  • Ottimo Clima
  • Entroterra con cime alpestri

 

È importante notare che Genova e la Liguria hanno due brand di carattere internazionale: Portofino e le cinque terre.

Tali brand sono appetibili per pubblici completamente diversi e complementari, ma è importante tenere a mente nella costruzione del prodotto Genova e Liguria il valore di tali brand.

Punti critici del prodotto

Genova non è Firenze, Venezia, Roma o Napoli, quindi è difficile intercettare turismo di lunghissimo raggio che prediligerà sempre tali destinazioni (o di quelle aree è necessario intercettare i repetears).

Per questo motivo è necessario comprendere bene quali mercati geografici aggredire: Europa del nord, Stati Uniti, Medio Oriente e Arabia … ?

Logistica

A Genova non ci sono treni veloci e collegamenti facili per diverse ragioni, la prima è che Genova è una città in declino sia economico che demografico e non viceversa!

L’aeroporto c’è ma non il traffico per sostenere molti voli, sia in outgoing che in incoming.

Inoltre la logistica interna non agevola gli spostamenti con veicoli diversi dall’auto.

Mancanza di parcheggi di interscambio con le uscite autostradali poi impongono che le auto arrivino in centro.. qualche mente eccelsa qualche anno fa, pensò a Piazzale Kennedy come parcheggio di interscambio! interscambio con cosa???? 

L’attuale servizio di trasporto pubblico soffre di un vero problema di fruizione durante i giorni festivi, dovrebbero essere introdotte nuove linee per mettere in contatto i punti di snodo: stazioni, porto antico, nervi, prà, aeroporto (che è a 8 km dal centro di Genova ed è un’odissea arrivarci con mezzi pubblici, dato che il volabus non è sufficiente) e basterebbe una navetta stazione sestri (o cornigliano)/aeroporto (facile da trovare e ben segnalata).

Completa mancanza di collegamenti con l’interno per sviluppare un turismo costa-entroterra.

Decoro Urbano

Genova è una città tenuta piuttosto male e sporca sia in centro che nelle periferie. Di questo si accorgono anche e soprattutto i turisti che sono necessariamente più attenti alla situazione di pulizia di un luogo che non conoscono.

Fino a qualche anno fa, la città era in condizioni ancora peggiori, ma era una città industriale e la pulizia e il decoro urbano erano in subordine allo stato lavorativo e una città pulita e decorosa non “serviva”.

Oggi che vogliamo attrarre investimenti di industrie innovative formate da personale altamente qualificato e quindi “attento”, e vogliamo essere città turistica, dobbiamo necessariamente avere una città migliore in termini di pulizia.

Creazione di un’agenzia del turismo

E’ necessario creare un’agenzia che dovrebbe essere formata da enti e privati: regione, province, città metropolitana, comune, camera di commercio, associazioni (associazioni albergatori,…), aziende private del comparto turismo (adv, alberghi, B&B…) e aziende di innovazione.

In questo modo il turismo sarebbe rappresentato e pesare anche nelle scelte strategiche cittadine, come avviene in smart city o banalmente a Barcellona.

In questo caso chi interviene nell’associazione dovrà partecipare al finanziamento e trarne dei benefici che saranno differenti tra enti pubblici e soggetti privati e da definire per avere i corretti pesi di intervento e coinvolgimento.

Mappa del turismo

Come elemento chiave è necessario creare una mappa del turismo. Fare questo è molto semplice dal punto di vista tecnico, è sufficiente fare un’applicazione web e un’app, in cui tutti possano inserire contenuti, in questo modo saranno gli stessi cittadini a creare il Database.

Tale DB sarà a disposizione di tutti: enti soggetti turistici, etc. e avrà la possibilità di essere molto dettagliato, se le persone avranno modo di interagire e diventare protagonisti.

Il compito complesso risiede nella promozione e fare del progetto una “cosa” cittadina, per fare questo, servono competenze in comunicazione e capacità di sviluppo di community.

Questa mappa sarà la base per tutte le iniziative di enti e privati nello sviluppo di percorsi turistici e non…

Mappa dei Punti di interesse

Si devono definire tutti i punti di interesse turistico (con concetti chiari sulla tipologia), dandone una qualificazione di livello, stato di conservazione, capacità attrattiva, facilità di collegamenti.

Moltissimi punti di interesse della città sono sottoutilizzati o addirittura non sviluppati, un esempio lampante sono la Lanterna e i parchi di nervi.

Fare una mappa fisica che su più livelli permetta di verificare le zone di maggior interesse e pregio in relazione alle strutture presenti.

Mappa dell’ospitalità

Definire tutte le strutture ricettive “ufficiali” e non, mappando la qualità, lo stato e la preparazione del personale.

Purtroppo a Genova ci sono ancora troppe strutture di basso livello poco professionalizzate e di basso interesse per il target (v. successivamente) a fronte di costi non sempre bassissimi.

Mappa della ristorazione

Creare una mappa della ristorazione classica e meno classica, individuando la qualità, la tipologia, la “provenienza”…

Ristorazione di qualità non elevatissima (l’assenza di stelle Michelin in una città come Genova) la dice lunga sull’approccio alla qualità nell’enogastronomia.

Mappa del Commercio

A fronte di eccellenza specifiche (botteghe storiche, etc) il panorama del commercio a Genova è piuttosto basso, con vie di antico splendore come Via XX settembre oggi specchio di un degrado economico evidente.

Sarebbe necessario un grande intervento di pianificazione territoriale commerciale, che permetterebbe di riscoprire le vocazioni e la possibilità di rilanciare commercialmente determinate vie e zone attraverso i CIV e l’intervento diretto dell’agenzia nella pianificazione turistica e nella vocazione, difendendo il piccolo commercio, incentivandolo e applicando una politica di affitti, insieme ai proprietari, che permetta anche a piccole realtà di poter iniziare lo sviluppo economico. 

Mappa delle vocazioni territoriali

Ogni zona della città ha una storia e una tradizione, che vanno studiate e reinterpretate al fine di definirle e rilanciarle. Il quartiere di Nervi ha una vocazione turistica diversa da Sampierdarena.

Mappa dei brownfield

Elenco di tutte le aree, palazzi e zone in abbandono e forte degrado al fine di sviluppare progetti in sintonia con le vocazioni territoriali e turistiche delle zone in cui si trovano.

Mappa eventi (ricorrenti)

Ovviamente gli eventi cittadini e non sono elementi chiave nella programmazione turistica. Grandi eventi sono importantissimi per lo sviluppo turistico, ma anche le manifestazioni minori sono importanti.

Tutti questi dovrebbero dare una forza e una vocazione decisa alla città. Genova con il salone nautico avrebbe la possibilità di dare un’impronta forte alla sua vocazione di città nautica, di porto di mare.

Analisi dei trend internazionali e ricadute sul territorio

Per il rilancio del turismo, in parallelo alla definizione del prodotto è necessario uno studio approfondito del turismo, dei turisti e del modo di fruire di questo.

Non basta pensare che una foto e un logo facciano muovere le persone.

Per questo è necessario verificare i flussi turistici, i trend del turismo internazionale e sviluppare adeguate politiche.

Analisi dei flussi internazionale

Dato il contesto geo-politico, l’Italia sta godendo di una congiuntura positiva che però non è supportata adeguatamente da politiche atte a rinforzare questi trend.

Infatti l’Italia cresce a livello inferiore al tasso di crescita del turismo internazionale e ben al di sotto di quanto ci si potrebbe aspettare della contingenza politica.

Per questo motivo è necessario interpretare ciò che accade realmente e quali sono le reason why dei turismi.

In questo modo si potrebbero adottare politiche di espansione che aiuterebbero il turismo a svilupparsi oltre i livelli di media internazionale e sfruttare il momento contingente.

Analisi dei flussi Italia e su regioni

Negli ultimi anni vi è stato un calo dei visitatori italiani in Liguria e a Genova, calo interrotto nell’anno 2016 ma non vi è una ripresa. Ovviamente è necessario comprendere i motivi e capire se è possibile riprendere un processo di crescita per applicare politiche a supporto.

Analisi dei trend turistici e dei turismi

Un elemento che manca completamente in queste fasi è la comprensione del modo di viaggiare e del modo di fruire del viaggio. Un profonda riflessione su questi temi porrebbe le basi di discussione su che tipo di turismo Genova e la Liguria potranno intercettare nel futuro.

Trend in essere

Turismo esperienziale: sempre di più i turisti e le persone vogliono conoscere e fare esperienze dirette del territorio visitato. Genova in questo potrebbe eccellere sia per quanto riguarda percorsi storico culturali che di carattere sportivo ma anche paesaggistico (turismo dei fotografi).

Turismo delle nicchie: sempre più nicchie si stanno sviluppando nella fruizione del turismo, Genova ha una ricchezza in tal senso che va sviluppata.

Definizione dei Target

Una volta definito il prodotto e studiati i flussi e i turismi è necessario capire a chi vendere il prodotto Genova e Liguria, anche in questo caso non è complesso definire il target in relazione al nostro prodotto.

Il target principale è un turista curioso, interessato ad aspetti storico-culturali, che ama la natura, medio alto spendente, di età media oltre i 35 anni, amante del mare e degli sport legati alla natura del mare e dell’outdoor. Ha una cultura medio alta e ama conoscere il territorio nella sua verità anche se non disdegna il divertimento e il piacere.

Pretende servizi di qualità a fronte di una spesa medio alta in tutta la filieria: ospitalità (alberghi B&B,…), negozi, ristoranti, servizi (trasporti, pulizia,…)

Ha una disponibilità di tempo spesso variabile ma sicuramente non si permette lunghe permanenze famigliari (city break, settimane al massimo)

Il Turista target è disponibile a spendere, è nelle logiche stesse del turismo, però deve essere un prezzo accettabile in relazione all’esperienza, questo vuol dire elevare l’esperienza per avere un prezzo accettabile e remunerativo per chi intraprende.

Prendere un aperitivo in riva al mare o su una barca, non ha prezzo e mantenere un bar in riva al mare sugli scogli genovesi è più oneroso che farlo a rimini o a comacchio. Quindi il costo potrà anche essere maggiore, ma la qualità del luogo, dell’aperitivo e del servizio deve essere elevato e in linea con il contesto ambientale.

Vale lo stesso concetto per l’industria dell’ospitalità (alberghi B&B e via discorrendo).

Turismo colto, slow tourism, turisti medio/alto-spendenti, turismo eno-gastronomico, storico, amante dell’outdoor di qualità (pesca, trekking, bike, …).

In generale a Genova serve un turista che chiede servizi di qualità: delle strutture di ospitalità, dei siti da visitare, delle infrastrutture, disposto a pagarli per il suo vero valore… Un treno che fa 20 gallerie in 10 km costerà di più di un treno in pianura padana, ma va spiegato al nostro turista, che lo capirà perché mediamente colto e intelligente.

Quindi il target giusto per il prodotto è un cliente che possa visitare Genova e la Liguria, con “calma”, godendo delle bellezze e lentezze della città, del mare e della sua collina, disposto a spendere per servizi di qualità e “onesti”.

Inoltre è importantissimo capire a chi rivolgersi in termini di sviluppo dei flussi turistici. Difficilmente Genova entrerà a breve in un turismo intercontinentale, poiché città come Roma, venezia, firenze e napoli sono imprescindibili per chi viaggia da lontano e ha 20/25 giorni per visitare un paese, anche se mete come le cinque terre e portofino sono amate e visitate da tutto il mondo.

Quindi bisogna creare un turismo di medio raggio e far diventare Genova l’Hub per l’Africa e il medio oriente.

Target Geografici

In questo step è necessario comprendere quali potrebbero i target geografici elettivi per un turismo di qualità a Genova.

In primo luogo c’è da comprendere che Genova per alcuni anni a venire non potrà competere con città d’arte Italiane ed europee: Roma, Firenze, Venezia, Napoli, Parigi, Praga.

Quindi per alcuni anni ancora non possiamo sperare che arrivino a Genova da paesi molto lontani, per il primo tour in Italia.

Per questo è sufficiente vedere le offerte dei TO americani o Australiani o andare nelle fiere internazionali del turismo.

Quindi siccome Genova deve puntare ai repeater di oltre oceano o del far East, deve necessariamente puntare a un turismo colto e capace di spendere per fare almeno due viaggi intercontinentali in Italia.

Quindi i territori di elezioni dovrebbero essere i paesi del nord europa, che hanno capacità di spesa elevata, con un investimento progressivo in base alla distanza: Svizzera, Germania, paesi bassi, Inghilterra, paesi scandinavi.

Inoltre sarebbe importante investire in paesi del medio oriente (oman, arabia saudita, emirati arabi, quatar, …) che hanno un livello economico e di spending molto alto.

Successivamente andare a colpire i ceti alti dei paesi più lontani: India, Cina, Giappone, Stati Uniti, Australia.

Che turismi offrire o non offrire

Territorio bellissimo ma non facile, mare monti in pochi minuti, poco spazio molto antropizzato, molta storia, un target da interessare e incuriosire, disposto a spendere in cambio di qualità.

Trend internazionali di turismo esperienziale in grande crescita

Uniamo i punti e troviamo quali turismi offrire e non offrire

  • Turismo famigliare se medio alto spendente
  • Turismo vacanziero no
  • Turismo del divertimento non massificato
  • Turismo artistico da ricercare nelle nicchie
  • Turismo crocieristico si ma di medio alto livello (star clipper, silversea,…)

Studio dei Competitor / Partner

In questa fase è importante definire quali sono i nostri competitor e quali sono i nostri possibili partner.

Cosa fare per colpire il target

Una volta individuati tutti i dati necessari a questo punto è importante comprendere le azioni e i requisiti per arrivare a interessare il target individuato.

Nell’analisi e nella proposta di questo documento, il target è stato individuato e dall’analisi che abbiamo condotto possiamo individuare cosa è necessario per attrarre il target:

  • Avere facile accesso alla città e/o avere servizi di qualità nei trasporti interni
  • Città pulita e in ordine
  • Possibilità di prenotare pacchetti “all inclusive”
  • Ospitalità di qualità: numero maggiore di hotel di qualità (4/5 stelle)
  • Stabilimenti balneari che offrano livelli di qualità in termini di servizi (meno folla e più servizi)
  • Siti di interesse in ordine e accessibili (anche a pagamento)
  • Percorsi turistici innovativi e di qualità
  • Percorsi turistici dedicati e di nicchia
  • Città “comoda”
  • Promozione mirata e dedicata (non mass market)

Questi sono solo i principali elementi di cui un target di qualità ha necessità per essere attirato.

In poche parole maggiori servizi per prezzi adeguati agli stessi.

Gap Analysis

In questa fase è importante definire in modo chiaro la distanza tra le necessità dei turisti e l’offerta reale.

Un esempio molto semplice, se il target individuato è il turista di medio alto livello culturale, e la nicchia sono gli amanti dell’arte moderna, allora a Genova possiamo vantare almeno tre musei dedicati: Villa Croce, Gallleria arte moderna e wolfsoniana.

Cosa manca, possibilità di prenotazione di un unico pacchetto dedicato (non la carta dei musei): un weekend o una giornata piuttosto un pacchetto con guida esperta (auspicabilmente anche di arte moderna), trasporto, alloggio e…

In una definizione manca il pacchetto turistico.

Stesso discorso si può fare sulla pulizia delle aree di interesse, sull’accessibilità dei punti di interesse.

SWOT analysis

Questo è il passo finale che riassume molti degli step precedenti e darà una visione più chiara e completa della situazione reale del progetto turismo a genova e in Liguria.

Un piccolo esempio non esaustivo di analisi:

Strengths – Forze

Weaknesses – Debolezze

  • Territorio di grande bellezza
  • Storia
  • Polo nautico
  • Storia Portuale
  • Entroterra alpestre
  • Città poco orientata al turismo
  • Servizi scarsi per il turismo
  • Pochi operatori incoming di alto livello
  • Città mal tenuta

Opportunities – Opportunità

Threats – Minacce

  • Colpire turismi di nicchia
  • Possibilità di alzare il livello
  • Sviluppo del turismo nautico
  • Sviluppo di turismo MICE (legato alle nuove tecnologie IIT, medico,…)
  • Turismo Crocieristico
  • Situazione geopolitica (italia non colpita ancora per quanto)
  • Crescita turistica di altri paesi (Cina, Far east, Islanda,…)
  • Marginalità della cultura turistica
  • Carenza di investimenti
  • Gestione non professionale delle risorse

Obiettivi Temporali

In questa fase è necessaro fissare degli obiettivi temporali in termini di: budget, numero turisti, spending dei turisti, valorizzazione dei beni comuni, miglioramento dei servizi, etc. al fine di comprendere se gli investimenti fatti hanno prodotto valore.

Definizione dei KPI

La definizione di una struttura di Key Performance Indicator è l’unico modo per verificare la bontà degli investimenti.

I KPI sono di varia natura e non è necessario inventarli, il mercato del turismo e dell’ospitalità ne hanno a bizzeffe.

Dovranno essere definiti per ambito di investimento e dovranno essere studiati per indagare in modo oggettivo le politiche messe in atto.

Aree dei kpi

  • Offerta ospitalità
    • Numero letti
    • Numero strutture per tipo
  • Ospitalità
    • Occupazione % camere
    • Costo medio giornaliero camere per tipo
    • RevPAR (Revenue per Available Room)
  • Risultati Turistici
    • Numero turisti
    • Spesa media per turista
    • Numero occupati
    • Remunerazione media occupati
  • Servizi offerti
    • Soddisfazione dei turisti
    • Soddisfazione dei cittadini
    • Verifica propensione al passaparola
    • Verifica delle recensioni dirette ed indirette
    • .

Grazie ai KPI, ai risultati economici e ai risultati immateriali si può costruire una Balanced Scorecard.

Piano di innovazione del turismo

In questa fase è necessario definire un piano specifico per l’innovazione del turismo che possa riguardare tutti i grandi temi, sia per gli enti sia per i soggetti privati.

In particolare sarebbe necessario un piano di innovazione riguardo:

  • Creazione di prodotto
  • Marketing
  • Formazione personale (lingue, ospitalità di alto livello,…)
  • Innovazione tecnologica

Rivoluzione tecnologica

Il turismo sia a livello di enti e di privati sconta un certo grado di arretratezza. Servirebbe una regia che permetta ai soggetti innovativi della città di mettere a disposizione le competenze per fornire servizi di alto profilo.

L’agenzia del turismo dovrebbe stimolare lo sviluppo di piattaforme in grado di creare valore, aggregando al massimo tutti gli attori del comparto turistico culturale della città e della regione, dando servizi di alto livello ai più piccoli, alzando così il livello di servizio almeno al livello dei competitor più avanzati (v. anche mappe del turismo diffuse).

Inoltre per la gestione e il reperimento delle informazioni mirate alle aree di interesse (mood, informazioni sui competitor,…) si possono studiare facilmente strumenti di controllo e verifica utilizzando strumenti di ascolto del web (scraping, influencer, nodi,… )

Queste tecniche potrebbero anche essere facilmente utilizzate per far emergere in modo inequivocabile il sommerso dell’offerta, che oltre a essere un danno per le strutture regolari in termini di competizione, di essere un danno all’erario, sono anche spesso strutture di basso livello e farebbero molto male al turismo di qualità.

La tecnologia dovrebbe essere trasferita attraverso l’agenzia del turismo che avrebbe un ritorno in termini economici dal creare una formazione permanente ai soggetti turistici.

Budget

Il budget è uno degli elementi fondamentali per la riuscita di un cambio di traiettoria del turismo in liguria.

Ovviamente le risorse devono essere a contribuzione pubblico privato ma devono essere reperite per le maggior parte direttamente sul mercato.

Per fare questo è possibile creare un fondo per l’agenzia del turismo da utilizzare per creare progetti in città di promozione o di cooperazione con altri enti (vedi pulizia e decoro urbano…)

Un’idea che può essere utilizzata per il finanziamento, già proposta da altri () è l’uso della tassa di soggiorno a fini turistici…

Questa agenzia potrebbe avere diversi punti in città dedicati al turista (sia diretti che indiretti tipo angoli informativi in negozi/adv… o franchise…) in cui offrire servizi come avviene a Barcellona con i pulman ()

Sulla falsariga di questo è possibile creare una serie di servizi che possano creare reddito, solo a titolo di esempio:

  • biciclette (elettriche) per la città
  • booking per musei/eventi cittadini/alberghi…
  • merchandising
  • formazione

Definizione degli interventi MACRO (trasporto, pulizia,…)

Logistica

Parcheggi di interscambio

E’ necessario individuare aree in prossimità delle uscite autostradali, o altri posti per la realizzazione di parcheggi di interscambio, dando così l’opportunità di fruirne anche a molti pendolari che grazie a navette potrebbero essere velocemente collegati a stazioni o verso i centri.

Una serie di commodity legate quindi a questi luoghi (linee autobus, bigliettazione, …). In alcuni casi potrebbero venire usate aree poco utilizzate (aeroporto, nuova marina aeroporto e relativi posteggi) piastra del bisagno o parcheggi temporanei nel ex mercato di corso sardegna quando non utilizzato per manifestazioni.

Ovviamente non aree come piazzale Kennedy o Corso Italia, vero scempio anche in presenza del salone nautico.

L’ideale sarebbe definire dei punti di parcheggio di interscambio che possano funzionare per i pendolari quanto per i turisti (con utilizzo completo durante tutta la settimana).

Questo prevedrebbe una politica di presenza di navette a rotazione (o a chiamata), l’investimento in comunicazione precedente alla vacanza e in loco, e la capacità di offrire servizi anche innovativi (ma neanche poi troppo) come punti informativi nelle aree di servizio, nelle stazioni di partenza e arrivo e così via.

Collegamenti

Genova e la liguria soffrono in modo atavico di carenza di collegamenti, conosciamo bene le lunghe code del fine settimana, che fanno dei turisti un peso per la collettività che non gode direttamente di ritorni immediati.

Per questo motivo è necessario agire su: Turismo di qualità meno turisti più spendenti, maggiormente evoluti in termini di fruizione dei vettori (treno, aereo).

Creare un patto con Trenitalia e una/due compagnie aeree, per permettere a Genova di avere collegamenti decenti con Roma e Milano.

Definire accordi quadro che permettano a compagnie low cost o medium di avere una rotta fissa su Roma (che adesso è monopolio di Alitalia con prezzi fuori mercato che impediscono anche lo sviluppo delle piccole e medie imprese turistiche e non).

Definire con Trenitalia o competitor strategie che permettano di avere nei periodi di maggior carico turistico,linee di treni che permettano spostamenti adeguati con Milano, Torino, Bologna e Firenze e Roma.

Potenziamento delle comunicazioni aeroportuali e treni.

La logistica è elemento fondamentale per rendere un luogo turistico effettivamente interessante.

Genova ha una posizione difficile dal punto di vista dei trasporti, quindi in attesa di terzo valico etc, sarebbe necessario definire un tavolo di regia tra operatori del turismo, operatori dei trasporti (ferrovie pubbliche e private, compagnie di autobus, etc. ), autorità portuale e aeroporto, e naturalmente gli enti di governo, per creare nuove sinergie di trasporto con le principali città italiane (milano, torino, roma, firenze, bologna)

Questo tavolo deve puntare alla realizzazione di un piano integrato di trasporti che permetta di raggiungere Genova con mezzi di trasporto pubblico.

È di grande importanza la capacità di sviluppare una pressione sulle aziende di trasporto, soprattutto i vettori più importanti, come alitalia e ferrovie, per avere un trasporto mirato e definito sia per il turismo che per il pendolarismo tra città.

Da non sottovalutare inoltre strumenti di trasporto 2.0 esempi sono blablacar, uber, affitto auto, transfert etc.

Questi potrebbero diventare un elemento premiante e diversificante se integrati all’interno del piano trasporti, tenendo conto della sempre più importante necessità di creare servizi di valore di elevata qualità a costi ragionevoli, proprio in virtù dei target di riferimento.

Tali strumenti potranno essere utilizzati dagli operatori per creare percorsi turistici che includano trasferimenti standard e alternativi.

Collegamenti mare / entroterra

Per fare un esempio zone come la val trebbia, la val d’aveto offrono occasioni di outdoor ed eno-gastronomia in collegamento con città e la riviera. Revisione delle linee di trasporto pubblico di collegamento differenziando le esigenze di trasporto dei cittadini e dei turisti e integrandoli: nei weekend i genovesi possono diventare turisti della propria città e utilizzare i mezzi pubblici.

Coinvolgere le categorie del trasporto pubblico (Taxisti) e nuovi meccanismi (UBER, segway,…) in un piano di trasporti che pensi il trasporto out-in – in-out (esempio centro – valli esterne , centro – valli interne).

Ospitalità

Ospitalità intesa come elemento logistico implica la possibilità di avere una rete di parcheggi e soluzioni che permettano la distribuzione di auto e turisti anche al di fuori del centro.

La situazione attuale è insostenibile nei giorni di primavera in cui tutte le auto si concentrano nei parcheggi adiacenti il porto. Questo è un elemento rende il turista un peso per la comunità.

In questo senso è necessario individuare parcheggi a corona della città che permettano di essere fruiti dagli abitanti e dai turisti.

Trasporti OnSite

L’attuale servizio di trasporto pubblico soffre di un vero problema di fruizione durante i giorni festivi, dovrebbero essere introdotte nuove linee per mettere in contatto i punti di snodo: stazioni, porto antico, nervi, prà, aeroporto (che è a 8 km dal centro di Genova ed è un’odissea arrivarci con mezzi pubblici, dato che il volabus non è sufficiente) e basterebbe una navetta stazione sestri (o cornigliano)/aeroporto .

si dovrebbe pensare anche agli spostamenti dei cittadini verso i centri commerciali come Campi e fiumara, con navette dalle stazioni.

Inolte si dovrebbe investire in una capacità di collegamento con le alture, che dovrebbero essere fiore all’occhiello del turismo per Genova e la sua provincia.

Anche l’integrazione con il servizio taxi deve divenire uno strumento di sviluppo del trasporto urbano, utilizzando strumenti innovativi, abbattendo i costi per i taxisti (energia pulita, sgravi fiscali,…) in modo da abbassare le tariffe e permettere l’uso del taxi ad una platea ampia di turisti e residenti.

Il servizio taxi potrebbe essere utilizzato per integrare le linee pubbliche a basso traffico e per creare un nuovo modo di trasporto verso i locali pubblici per i giovani, che così potrebbero evitare l’uso di auto e consentirsi un bicchiere in più.

Valorizzazione patrimonio e del territorio

La valorizzazione del patrimonio passa per diversi fattori:

  • Qualità dei siti patrimonio della città
  • Qualità sociale
  • Sostenibilità

Genova ha molti luoghi che potrebbero divenire elementi attrattivi, spesso dimenticati e spesso abbandonati.

Sarebbe necessario da parte del pubblico investire in progetti che abbiano solide basi turistiche, che permettano lo sviluppo nel tempo, credendo nell’opzione turismo. Alcuni luoghi (Es. Nervi ) gridano vendetta.

Non solo però gli aspetti legati al bene in se, è anche necessario che questi beni fossero fruibili dal punto di vista ambientale, un esempio il ghetto (che ad esempio a roma ha avuto una vera trasformazione di destinazione d’uso) o la commenda di prè. Luoghi belli pieni di storia ma di difficile fruizione perché non inseriti in una logica di innovazione sociale, di integrazione dei “nuovi” cittadini.

Prè e maddalena sono ancora angiporto anche se la città in quei luoghi ha cambiato volto. Si necessitano di percorsi integrativi per la creazione di valore:

un esempio il mercato di “abusivi” sotto le mura delle grazie sono un ottimo esempio di buone idee, l’aver inquadrato un problema, ma al contempo è necessario un percorso che porti questi nuovi ambulanti ad una situazione di legalità e rispetto delle regole, creando un lavoro stabile, che permetta di vivere alle nuove famiglie in armonia con le famiglie di ambulanti che vivono le difficoltà del mercato dato anche da tasse e contribuzione alla cosa pubblica.

Sostenibilità

La gestione delle cose pubbliche è spesso demandata alla volontà dei singoli o di pochi gruppi organizzati in associazioni, senza che questo rientri in un progetto complessivo e strategico, un esempio è la lanterna con il suo museo, che tagliata fuori da tutte le rotte turistiche è difficile da raggiungere e per nulla comunicata. L’associazione che gestisce tale sito si trova gioco forza in difficoltà, dato che tali associazioni volontaristiche non sono votate al turismo, piuttosto alla conservazione (opera come visto necessaria sempre e comunque), quindi pur facendo sforzi anche importanti, non riescono a creare valore da questi siti.

Brownfield

Individuata la mappa dei brownfield è necessario grazie al piano di sviluppo che è stato elaborato, rendere fruibili zone della città attualmente in disuso. In questo modo si potrà definire una nuova prospettiva e attrarre investimenti che possano vedere in un piano pluriennale un modo per creare ricchezza per se e per il territorio che ospita.

Gestione strutture

Genova soffre di una gestione delle risorse molto legata ai corpi intermedi e a logiche molto lontane dal turismo.

Vi sono moltissime aree di pregio che per diverse ragioni non vengono sfruttate a dovere. I motivi sono di vario tipo e affondano in decenni di poco interesse verso l’argomento turismo.

Come per i Brownfield anche aree di interesse turistico dovrebbero essere rese più accessibili agli operatori del turismo. Un esempio lampante è la stessa Lanterna, che pur essendo il simbolo della città, ha una frequenza di visita molto bassa e un ritorno di immagine pessimo.

Quindi è necessario trovare nuovi modi di gestione, che permettano, grazie a meccanismi chiari e trasparenti, la gestione delle risorse a interlocutori in grado di sviluppare i luoghi in “prodotti” fruibili a livello turistico ma anche cittadino.

Per questo è necessario creare piani di integrazione tra soggetti operanti nel settore: albergatori, TO, gestori dei beni, enti amministrativi.

Pulizia e decoro urbano: Indire una campagna (di vari anni) per la pulizia delle strade cittadine e il decoro urbano.

Il comune, la città metropolitana e regione dovrebbero coordinare un’azione mirata alla riqualificazione (almeno) delle aree di interesse turistico che agiscano su diversi livelli:

Decoro urbano: tutti i percorsi turistici devono essere mantenuti in ottime condizioni estetiche e funzionali, in modo che il costo di manutenzione si riduca nel tempo.

Se questi sono inseriti in aree di difficile integrazione sociale (ghetto, commenda, …) è necessario un coinvolgimento sociale, un innalzamento del capitale sociale che preveda una ricaduta positiva verso i residenti.

La presenza anche di forze dell’ordine, non in assetto di guerra, piuttosto in modo non invasivo, ma costante nel tempo, consente ai turisti di avere l’impressione di una cura del territorio e una sicurezza che attualmente non si riscontra.

Zone del porto antico davanti al Galeone sono elemento di disturbo dei turisti, in una zona molto trafficata e sicura, quando ci si sposta in zone meno “turistiche” la sensazione di sicurezza cala notevolmente.

Le amministrazioni pubbliche dovrebbero adottare misure extra per la pulizia e decoro urbano in zone strategiche proprio da creare percorsi ad ostacoli per il montare del disordine e della sporcizia, investendo risorse e creando percorsi virtusi:

In zone del centro storico: adottare una politica di adozione delle vie da parte di esercenti che a fronte di sconti su varie tasse locali possano diventare i primi interessati alla pulizia e al decoro.

Questo potrebbe valere ovunque vi fosse una concentrazione e presenza di negozi adeguata.

Un esempio è corso Italia dove davanti ad alcuni locali dopo le serate si trova uno stato di sporcizia elevato. Se gli esercenti responsabilmente adottassero la pulizia del loro pezzo di “passeggiata”, tutto risulterebbe molto più pulito e fruibile anche dai cittadini.

In zone in cui invece la presenza di esercenti fosse meno importante (passeggiata a mare nervi, da quarto a nervi, qui si assiste all’atavico problema della MERDA di cane (sarebbe più corretto dire deiezioni…ma è merda e se la pesti dici ho pestato una merda e non una deiezione).

Qui è necessario una fase di costante pulizia e una costante “ronda” per controllare per lunghi periodi che chi porta fuori il cane, cosa giusta bella e importante anche socialmente lo faccia nel rispetto delle regole, che abbia una paletta o un sacchetto… moltissimi già lo fanno ma molti altri no.

Sarebbe importante un coinvolgimento di tutti quei soggetti (esercenti, associazioni podistiche, associazioni sul territorio, municipi…) per definire, in ogni territorio, un piano di azione semplice e concreto per la pulizia e il decoro delle aree turistiche e di pregio (estendendo a tutti i luoghi in cui la partecipazione può diventare un valore per il quartiere stesso).

I costi di tali iniziative non sono zero, l’amiu deve diventare soggetto determinante per la riuscita di tale iniziative, il comune deve definire ambiti di priorità ben definiti e perseguire una politica costante per diversi anni.

Inoltre il comune dovrebbe definire una linea di arredo urbano che coinvolga tutta la città in modo da dare un’identità ancora più forte alla città

Per fare questo è anche necessario snellire le burocrazie per tutti quegli interventi dei cittadini che possono migliorare tutti gli aspetti legati alla pulizia delle aree urbane (aiuole, giardini, pulizia davanti a negozi, etc.).

Cultura

La cultura è una delle nicchie fondamentali per il rilancio del turismo volendo colpire un target di qualità elevata.

A Genova non mancano certo i punti di interesse culturale, ma anzi molti sono poco valorizzati e poco conosciuti.

La mappa dei punti di interesse dovrebbe fare in modo che possano essere individuati e conosciuti e messi a valore.

Fondamentale però è anche il cambio di profilo delle strutture, ad esempio quelle museali, che possano sviluppare ancora di più la capacità di conservazione, ma molto di più sviluppare la capacità di fruizione dei beni culturali, elemento su cui in Italia siamo ancora molto indietro.

Proprio i musei possono essere trasformati in veri e propri centri di sviluppo culturale, integrandosi anche con soggetti privati e commerciali e sviluppando percorsi inediti e sempre nuovi, ma va modificata in modo marcato il modello museale in termini di capacità di espositiva, orari di esposizioni, costi, facilità di creazione del valore.

Definizione di nuove rotte turistiche e non… uscendo dalla logica del turismo di polo o localizzato nel centro città.

Genova ha un polo attrattivo d’eccezione: l’acquario e il porto antico, la Liguria ha brand come le Cinque terre e Portofino.

Queste eccellenze non bastano… pensiamo al polo acquario, questo di fatto attrae milioni di persone a Genova, con un indotto positivo, si ma quanto se non riusciamo a portare i turisti nel luogo simbolo della città: la lanterna? O portarli a pegli o nervi?

Se non riusciamo a creare un cambio di prospettiva, saremo “condannati” ad un turismo che non crea vera ricchezza e non diventerà mai un asset importante della città, creando opportunità per pochi e “peso” per molti, rendendo inevitabilmente il turista uno scocciatore.

Gli operatori professionali del turismo (Tour Operator, Agenzie di Viaggio, … ) potranno creare “percorsi turistici” diversi, orientati a diversi pubblici, capaci di attrarre nuovi flussi turistici di qualità, se poi questo è integrato in un progetto di sviluppo organico (v. punto 8) si potranno moltiplicare le opportunità di sviluppo.

Semplificazione della legislatura

Al fine di liberare risorse è necessario una semplificazione delle norme sulla creazione di strutture ricettive, apertura di AdV e TO,

eliminando figure obsolete come il direttore tecnico, modificando la legge nella parte della nominazione (permettendo i franchisee)

consentendo ai B&B un maggiore numero di camere soprattutto se gestito da società del settore, eliminare l’obbligatorietà delle guide turistiche (che sono un limite allo sviluppo del turismo anche di qualità).

Ti va di aiutarmi? Allora perchè non condividi?

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