Riccardo Grassi https://www.riccardo-grassi.com Vivere delle proprie passioni Tue, 13 Nov 2018 14:22:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 https://www.riccardo-grassi.com/wp-content/uploads/2017/12/cropped-Logo_Riccardo_grassi-32x32.png Riccardo Grassi https://www.riccardo-grassi.com 32 32 Reddito di cittadinanza, povertà e big data https://www.riccardo-grassi.com/reddito-di-cittadinanza-poverta-e-big-data/ https://www.riccardo-grassi.com/reddito-di-cittadinanza-poverta-e-big-data/#respond Fri, 02 Nov 2018 16:13:33 +0000 https://www.riccardo-grassi.com/?p=52980 “Abbiamo […]

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“Abbiamo abolito la povertà”! Gongola Di Maio soddisfatto!

Ma tutto questo perchè? Perchè dire certe sciocchezze? è ovvio non sia così! ma…

Perchè insistere su una manovra economica che non porta da nessuna parte in evidente deficit a debito e non a investimento?

La risposta sta nei big data! nei big data? e che minchia c’entrano i big data?

Ora vi spiego cosa intendo…

E’ sotto l’occhio di tutti che il reddito di cittadinanza non serva a nulla o comunque a poco!

Lo dico vedendo quello che è successo con il governo Renzi e i famosi 80 euro… grande ridistribuzione, che avrebbe dovuto rilanciare i consumi interni, all’epoca fermi.

Ciò è avvenuto, ma in maniera molto meno importante rispetto alla spesa sostenuta. Questo perchè la fiducia era bassa e molti di quei soldi sono finiti a tappare buchi già creati. Utile quindi si, per le persone, ma non per avere un effetto completamente positivo sui consumi e sulla fiducia del paese.

Se vogliamo il reddito di cittadinanza… è anche peggio!

Lo dicono molti economisti, ma anche il buon senso se non ideologizzato.

Ma perchè allora il Movimento 5 Stelle vuole a tutti i costi il reddito di cittadinanza e sdogana una parola “povertà” che durante gli anni ’80 ’90 e 2000 era bandita dal lessico politico?

Come detto la risposta sta nei big data!

“Ma come?” direte voi!  Si è proprio così!

Vediamo perchè!

Per molti anni uno degli indici su cui è girato tutto è il PIL, ossia il Prodotto Interno Lordo!

Cioè “tutto” si basa sulla crescita della ricchezza.

Ma perchè basiamo tutto sul PIL? La risposta è semplice: perchè per moltissimo tempo, gli economisti e politologi hanno teorizzato che vi fosse una correlazione diretta tra felicità e reddito.

Cioè più cresce la mia ricchezza più sono felice… come una retta!

Quindi il PIL, che è l’indice tra i più importanti per misurare la ricchezza prodotta era, ed è, l’indice più controllato al mondo!

Ovvio, se cresce il PIL, cresce la ricchezza, se cresce la ricchezza cresce, lo dicono politologi, politici ed economisti, cresce la felicità.

Se cresce la felicità delle persone, e io, politico, partito, organizzazione, ho fatto crescere il benessere e la ricchezza sarò rivotato.

Semplice e lineare… e allora i 5 Stelle? e i Big Data? ci arrivo subito!

Con l’introduzione di nuovi strumenti di rilevazione, le analisi condotte su grandi moli di dati (Big Data) hanno però ridefinito questo paradigma!

Cioè grazie a queste analisi si è compreso che sotto una certa soglia di reddito, la relazione è vera: più aumenti il reddito, più aumenta la felicità delle persone.

Al di sopra di tale soglia non si hanno grandi effetti: all’aumentare del reddito non aumenta la felicità!

 

Questa è una vera e propria rivoluzione per chi fa politica! Infatti se la relazione fosse stata diretta, sarebbe stato sufficiente aumentare la ricchezza in generale per migliorare la felicità di tutti!

Ma una volta capito che l’associazione tra ricchezza e felicità non è lineare tutto cambia: bisogna concentrarsi sull’incremento del reddito per i poveri perchè i dati dimostrano che quella politica avrebbe reso di più!

Bene è esattamente quello che la Casaleggio e associati avrà notato, visto che, diversamente a quello che tutti pensano, questa azienda non è solo comunicazione, si occupa molto di analisi e scenari.

Quindi persone attente e competenti come chi lavora in quell’impresa, non si sono lasciate sfuggire un’occasione del genere.

Sono sicuro che analizzando a fondo i cavalli di battaglia del partito di Grillo, si troverebbero molte istanze, provenienti proprio dall’analisi e dallo studio di questi fenomeni, con metodi d’indagine riconducibili ai big data.

…e allora il PD?

La sinistra in tutto ciò, al di là degli aspetti relativi ai partiti, non sta comprendendo questi sviluppi, legata ancora troppo spesso alla visone tradizionale ottocentesca e novecentesca della filosofia che afferisce in fondo sempre a Marx.

Questo si ripercuote tristemente nel modo di affrontare le discussioni e degli strumenti che mettono in campo le varie componenti della stessa sinistra: vecchi e superati anche quando ammantati da una grande modernità! e il peggio è che non se ne accorgono!

è come pensare che oggi la macchina fotografica compatta sia una rivoluzione… si esistono, ma sono superate dai cellulari!

Ricordo l’incapacità di raccogliere le informazioni con i sondaggi degli anni di Berlusconi!

vedo l’incapacità di colloquiare con interi strati di persone che naturalmente sono rivolti a sinistra…

Ma soprattutto il Partito Democratico è incapace di dotarsi di momenti di studio vero e approfondito per una forma nuova di proposizione.

Si ripercorrono strade già viste, in fondo si pensa sempre a un partito di tipo leninista, che ha dei meriti certo, ma che non è più possibile avere in questo momento, infatti si pensa ancora, all’organizzazione di un’elite che detta la tattica e di uno zoccolo duro di persone quasi militarizzate che operano sul territorio.

Basta andare a qualche enclave o riunione del PD, dove i “potenti”, i capi bastone quasi non ti salutano se non sei tu a ossequiare la loro magnificenza.

Oramai quell’organizzazione non funziona, ma non si riesce a superare tutto questo, al massimo ci sono tentative di modificarlo in forme solo apparentemente diverse: i comitati civici di Renzi ne sono l’ennesima riproposizione.

Si usano i social media scimmiottando una comunicazione, che di virale ed efficiente a nulla o poco, perchè nulla o poco ne sanno chi la usa e questi non si rivolgono a chi ne sa.

Mi sono ritrovato spesso a offrire strategie e innovazioni, ma invano, perchè il pensiero è là al partito organizzato in quel modo, a messaggi ripetuti in quel modo… riconoscibili, proposti stancamente.

Addirittura in campagna elettorale sono stato convocato per farmi spiegare da un esperto, come si facevano i post su FB! Cazzo non dico tanto ma almeno leggi chi sono e cosa faccio nella vita!

Renzi aveva intercettato la voglia e la necessità di cambiamento, ma l’ha tradotta sempre nello stesso modo: “io vi spiego cosa bisogna fare e non contradditemi”.

Insomma il PD dovrebbe analizzare il mondo con nuovi strumenti come i big data, trovare nuovi modi di organizzazione, individuare nuovi modi di cooperazione, nuovi modi per coinvolgere le persone… ma una volta mi sono sentito dire, ormai diversi anni fa: “inutile che mi dici queste cose rispetto ai social, qui siamo ancora alla tecnologia del Fax!”.

No siamo alla visione leninista del partito e Marxista della società…

 

 

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CRM Filosofia Strategia e Pratica: il libro dei libri sul Customer Relationship Management https://www.riccardo-grassi.com/crm-filosofia-strategia-e-pratica-il-libro-dei-libri-sul-customer-relationship-management/ https://www.riccardo-grassi.com/crm-filosofia-strategia-e-pratica-il-libro-dei-libri-sul-customer-relationship-management/#respond Sat, 29 Sep 2018 15:40:18 +0000 https://www.riccardo-grassi.com/?p=52948 Finalmente […]

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Finalmente ci siamo! il  libro dei libri sul CRM è pronto. Si intitola:

CRM Filosofia Strategia e Pratica!

In questo libro spiego cosa è l’essenza del CRM o Customer Relationship Management, la sua filosofia, l’applicazione giusta e sbagliata che spesso se ne fa!

In realtà doveva intitolarsi CRM for dummies: tutto quello che avresti sempre voluto sapere sul CRM e nessuno ti ha mai raccontato!

Ma oltre a essere troppo lungo, sarebbe stato utilizzare in modo scorretto il titolo for dummies! ecco perché ho optato per CRM Filosofia strategia e pratica.

In questo libro racconto come sono gestiti i progetti veramente! Descrivo gli errori e invece come andrebbe gestito un progetto di Customer relationship management.

Racconto cosa è necessario fare durante un progetto di acquisizione di una strategia CRM, come selezionare un software di customer relationship management e molto altro…

 

Ovviamente se sei interessato… beh che dire, compralo! Compralo anche se non sei interessato! :))))

Compralo ora!

oppure approfondisci in questa pagina CRM Filosofia Strategia Pratica!

Al contrario di molti libri sul CRM, questo mio tenta di dare una panoramica ampia di tutta la strategia CRM.

Se pensi che questo libro/eBook sia utile a qualcuno che conosci, che lavori nel marketing, nel crm o simili… ti chiedo di segnalarlo, magari sui social!

Ci sono diversi libri CRM, ma non ne ho mai trovato molti che mi interessassero veramente, tutti molto tecnici, molto “impostati” e poi leggendo capivo che parlavano di tante cose, ma non di Customer Relationship Management.

I libri che leggevo erano tecnici, mi raccontavano di programmi, di web marketing, di molte cose, tutte interessanti… nessuno raccontava e spiegava il cuore del CRM.

Grazie di cuore di essere passato su questa pagina!

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Yep! Social Marketing Tool per Forza Vendita https://www.riccardo-grassi.com/yep-social-marketing-tool-per-forza-vendita/ https://www.riccardo-grassi.com/yep-social-marketing-tool-per-forza-vendita/#respond Tue, 04 Sep 2018 05:18:31 +0000 https://www.riccardo-grassi.com/?p=52823 Yep! […]

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Yep! Social Marketing Tool per Forza Vendita: uno strumento innovativo e rivoluzionario per gestire campagne social per la sales force.

In rete ci sono moltissimi Social Marketing Tool, ma non molti hanno una mission chiara e ben definita come Yep! per gestire campagne social per la forza vendita.

 

Ma cosa è Yep! ?

Yep! è uno schedulatore di post… “e allora? sai quanti ce ne sono in rete?”

Verissimo di schedulatori di post, ce ne sono moltissimi e tutti funzionano molto bene! Ma Yep! ha qualcosa di diverso, Yep! è un social marketing tool studiato per gestire e sfruttare al massimo la tua forza vendita.

 

Come Yep! gestisce le campagne social per la tua forza vendita?

Yep! è un social marketing tool studiato per schedulare i post di una o più campagne social per un’azienda e permette di pubblicare i post sulla tua pagina e su tutte le pagine della tua forza vendita, con un solo click!

Semplice e geniale!

In pratica un’impresa non deve fare altro che pianificare una campagna social, i relativi post, schedularne la pubblicazione.

Adesso, il nostro manager, non deve far altro che invitare le agenzie che desidera a pubblicare sulla loro pagina. Direte voi, bella scoperta, questo lo posso fare anche io!

Certo, ma normalmente cosa accade?

In un meeting il manager dice: “dalla prossima settimana pubblicheremo con costanza! e tutti voi dovrete ripubblicare sulle vostre pagine”.

Forza Vendita: “ah si che bello” “figo” “si dai…”

Così il nostro manager che ha già configurato una campagna e pianificato i post, ogni volta che pubblica, manda una mail a tutta la sua forza vendita…

Alle mail le reazioni sono:

  1. beh ora posto
  2. quando rientro stasera faccio il post
  3. domani, oggi sono dai clienti
  4. che palle questi!

Entro il terzo post le ripubblicazioni da parte degli agenti diventano praticamente nulle!

Yep! social marketing tool invece con un solo click, pubblica in contemporanea su tutte le pagine delle tue agenzie, consulenti, amici etc. 

Ovviamente serve una configurazione iniziale, che può essere fatta una volta per tutte inizialmente e poi “alla via così!”

… e se la forza vendita vuole modificare i post?

Ovviamente la pagina non è proprietà del manager o dell’azienda e le agenzie potranno decidere di intervenire sui post pianificati, modificando immagini, testi e giorno e ora della schedulazione. Inoltre potranno anche non permettere la pubblicazione dei post.

Ma perchè farlo? se io sono un agente e ho una pagina FB, vorrei che questa avesse delle informazioni e una continuità dei post! Quindi in questo caso qualcuno fa il lavoro per me!

Yep! e i suoi vantaggi

Yep! social media tool, è sicuramente uno scheduler di grande utilità per tutte quelle imprese, enti, associazioni, che vogliono sfruttare il loro radicamento sul territorio!

Ecco i principali vantaggi di Yep! Social Media Tool:

Risparmio di tempo per te

La pubblicazione è istantanea e distribuita immediatamente. Non devi preoccuparti di creare una distribuzione e controllare che i contenuti siano veramente pubblicati.

Risparmio di tempo per la tua forza vendita

I tuoi venditori, consulenti, agenti, potranno avere una presenza web senza distogliere la concentrazione dal focus della loro mission: vendere!

Contenuti di qualità

Ovviamente centralizzando il contenuto, questo sarà sicuramente del livello qualitativo adatto all’immagine che il tuo brand vuole fornire.

Troppo spesso vediamo grandi sforzi delle mandanti per avere un linea comunicativa coerente, dissolversi poi nelle pagine delle agenzie, con post e immagini non coerenti con l’immagine della mandante.

Continuità di pubblicazione

Molte agenzie non hanno proprio il tempo di fare social marketing, quindi postano poco, male e spesso in orari sbagliati. Grazie a Yep! si permetterà alle agenzie di avere una costanza di pubblicazione di qualità, con conseguente aumento dell’engagement!

Viralità

Beh questo è l’obiettivo finale, fare arrivare il tuo messaggio a più persone possibili. Con Yep! Social Marketing Tool, sfrutti la tua rete vendita per moltiplicare il tuo messaggio!

Un messaggio può arrivare in un attimo su 10, 100, 1000 pagine!

Se poi qualcuno ti guida sul come gestire al meglio i social…

In conclusione

Yep! Social Marketing Tool è uno strumento semplice e geniale, che permette di sfruttare appieno le potenzialità della tua rete vendita, fornendo al contempo ai tuoi agenti una presenza social che se sfruttata appieno diventa una fucina di opportunità di business!

 

 

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come fare soldi con strategie CRM https://www.riccardo-grassi.com/come-fare-soldi-con-strategie-crm/ https://www.riccardo-grassi.com/come-fare-soldi-con-strategie-crm/#respond Tue, 01 May 2018 06:33:56 +0000 https://www.riccardo-grassi.com/?p=52802 Oggi […]

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Oggi ti spiego come fare soldi con strategie CRM e aumentare il tuo fatturato aziendale del 50%

Ti sei sempre chiesto come fare soldi con la tua impresa? oggi ti spiego cosa devi fare… ed è più semplice di quanto pensi!

“Questo articolo è tratto da una storia vera !”

 

così ci sarebbe scritto su di un film o un libro: lo è veramente… ho aumentato il fatturato della mia azienda di 250.000 euro all’anno!

 

Ecco come fare soldi con strategie CRM e aumentare il fatturato del 50% della tua azienda:

miglioramento dei processi, change management, ottimizzazione delle iniziative di marketing, obiettivi chiari e condivisi, sviluppo degli asset: eccom come fare soldi con strategie di CRM!

 

Presta molta attenzione a questo articolo, perché non sempre, per fare soldi con la tua impresa, è necessario un grande investimento economico in comunicazione e marketing come molte volte si pensa.

Se vuoi approfondire cosa sia il customer relationship management o CRM ti consiglio di leggere questo articolo “CRM cos’è“.

Spesso abbiamo enormi potenzialità nascoste che non sfruttiamo a sufficienza: le strategie crm (customer relationship management) ci servono per svilupparle.

 

Devi implementare un progetto crm? Vuoi una consulenza, un consiglio, una valutazione? Contattaci possiamo trovare insieme la soluzione!

 

 

Come aumentare il tuo fatturato di 250.000 euro all’anno con strategie CRM!

I risultati

Si… ma ti chiederai quanto effettivamente vale questo sforzo? Che risultati sono arrivati in realtà?

Facciamo due conti e partiamo dai costi.

Costi economici diretti: Euro 0 (ZERO)

Costi economici in termini di tempo:

2 ore a settimana per 3 persone, che quantificati potremmo dire che sono 400 euro a settimana, 1200 euro al mese… anche se in effetti le stesse persone sarebbero state comunque pagate.

Risultati economici

 

+ 250.000 euro all’anno!

aumentare-il-fatturato-con-strategie-crm

Conclusione

Grazie a strategie di customer relationship management abbiamo aumentato il fatturato di 250.000 euro all’anno.

Poco o tanto che sia è importante comprendere che grazie a strumenti adeguati a soluzioni elaborate grazie a informazioni aggiornate è possibile raggiungere risultati significativi.

Ovviamente sono importanti i software di cui ti doti, avere un CRM, un email marketing un contact management system… tutte cose che servono, ma non sempre sono “necessarie” per iniziare.

Vi serve però la voglia di cambiare seriamente, senza necessariamente voli pindarici, la voglia di lavorare in altri modi e di sviluppare nuove idee…

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Come aumentare il tuo fatturato di 250.000 euro all’anno con strategie CRM! https://www.riccardo-grassi.com/come-aumentare-il-tuo-fatturato-di-250-000-euro-allanno-con-strategie-crm-read-more-https-crmnet-it-come-aumentare-il-tuo-fatturato-di-250-000-euro-allanno-con-strategie-crm/ https://www.riccardo-grassi.com/come-aumentare-il-tuo-fatturato-di-250-000-euro-allanno-con-strategie-crm-read-more-https-crmnet-it-come-aumentare-il-tuo-fatturato-di-250-000-euro-allanno-con-strategie-crm/#respond Sun, 22 Apr 2018 08:26:44 +0000 https://www.riccardo-grassi.com/?p=52795 Oggi […]

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Oggi ti spiego  come ho aumentato il fatturato della mia azienda di 250.000 euro all’anno con strategie CRM

Att.ne leggi l’articolo che ho scritto su CRMNe.it

Ecco cosa devi fare per aumentare il fatturato con strategie CRM: miglioramento dei processi, change management, ottimizzazione delle iniziative di marketing, obiettivi chiari e condivisi, sviluppo degli asset!
Presta molta attenzione a questo articolo, perché non sempre, per far crescere il business della tua impresa, è necessario un grande investimento economico in comunicazione e marketing.

Se vuoi approfondire cosa sia il customer relationship management o CRM ti consiglio di leggere questo articolo “CRM cos’è

Spesso abbiamo enormi potenzialità nascoste che non sfruttiamo a sufficienza: le strategie crm (customer relationship management) ci servono per svilupparle.

 

Come aumentare il tuo fatturato di 250.000 euro all’anno con strategie CRM!

I risultati

Si… ma ti chiederai quanto effettivamente vale questo sforzo? Che risultati sono arrivati in realtà?

Facciamo due conti e partiamo dai costi.

Costi economici diretti: Euro 0 (ZERO)

Costi economici in termini di tempo:

2 ore a settimana per 3 persone, che quantificati potremmo dire che sono 400 euro a settimana, 1200 euro al mese… anche se in effetti le stesse persone sarebbero state comunque pagate.

Risultati economici

 

+ 250.000 euro all’anno!

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Conclusione

Grazie a strategie di customer relationship management abbiamo aumentato il fatturato di 250.000 euro all’anno.

Poco o tanto che sia è importante comprendere che grazie a strumenti adeguati a soluzioni elaborate grazie a informazioni aggiornate è possibile raggiungere risultati significativi.

Ovviamente sono importanti i software di cui ti doti, avere un CRM, un email marketing un contact management system… tutte cose che servono, ma non sempre sono “necessarie” per iniziare.

Vi serve però la voglia di cambiare seriamente, senza necessariamente voli pindarici, la voglia di lavorare in altri modi e di sviluppare nuove idee…

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Una nuova sfida https://www.riccardo-grassi.com/una-nuova-sfida/ https://www.riccardo-grassi.com/una-nuova-sfida/#respond Sat, 10 Feb 2018 09:32:25 +0000 https://www.riccardo-grassi.com/?p=52779 Faccio […]

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Faccio outing… voterò per Alessio Bianchi, civica popolare!

Alessio ha accettato una sfida difficile, piena di insidie e so che ha più che da perdere che da guadagnare!

Ecco perché quando mi ha chiesto una mano, ero felice di questa pazzia!

Ed eccomi qui a bordo di questa cosa: responsabile di una campagna elettorale per un candidato “sconosciuto” ai circuiti della politica, un candidato non corruttibile dalla bassa politica, un imprenditore serio e preparato, un amante del territorio, non Montecarlo o Portofino, ma Val Trebbia… hai presente si?

Ecco un suicidio, una cosa IMpossibile!!!!

Ma noi siamo fatti così, idee e progetti, da Expo Alta Val Trebbia al Turismo, da grandi eventi a serate in freddi magazzini a fare cesti di natale (il riscaldamento era dato da qualche birra!), d’altra parte sono io che dico che bisogna vivere delle proprie passioni?

e allora anche questa avventura!!!

Io sono del Partito Democratico, iscritto e facente parte dell’assemblea regionale. Sono stato segretario di circolo per vari anni… e questo mi ha dato da riflettere, se, nonostante l’amicizia per Alessio, fosse opportuno.

Alla fine ho scelto e via, anche perchè onestamente al Partito Democratico ho sempre dato, senza chiedere nulla in cambio, anzi penso di essere l’unico in tutta Italia che ci ha rimesso anche dei soldi!

Quindi io do il mio contributo professionale alla sua campagna elettorale!

Tutto questo spiega quanto vale Alessio, come imprenditore,  come persona, come uomo!

 

“Impossibile” è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo.
“Impossibile” non è un dato di fatto, è un’opinione…
“Impossibile” non è una regola, è una sfida…
“Impossibile” non è uguale per tutti…
“Impossibile” non è per sempre…
Impossible is nothing.
Muhammad Ali

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Liguria e genova turismo: una strategia per il rilancio dell’economia: ecco il programma! https://www.riccardo-grassi.com/liguria-e-genova-turismo-una-strategia-per-il-rilancio-delleconomia/ https://www.riccardo-grassi.com/liguria-e-genova-turismo-una-strategia-per-il-rilancio-delleconomia/#respond Thu, 11 Jan 2018 04:15:37 +0000 http://www.riccardo-grassi.com/?p=2471 Liguria […]

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Liguria e genova turismo: Cosa è necessario fare nei prossimi 10
anni per rilanciare il turismo: ecco il programma!

La situazione attuale del turismo a Genova e in Liguria

Genova Turismo e Liguria: godiamo di un momento favorevole ma
congiunturale:

  • attacchi terroristici in Europa
  • sponda sud mediterraneo praticamente chiusa
  • medio oriente in crisi

tale situazione non durerà molti anni e può rendere vano quel poco che ad
oggi c’è in liguria e genova turismo.

In realtà i dati dicono che si cresce a velocità inferiore della crescita
di trend generale del turismo mondiale (ciò vale più o meno per tutta
Italia).

Soprattutto non si intercettano realmente trend specifici dovuti alle
difficoltà di paesi come la Francia (Parigi -40%).

Genova non attrae in quanto tale, ma piuttosto ha un’attrattività dovuta
al polo turistico del che ruota intorno all’acquario, il resto non
funziona affatto.

genova turismo Incapacità di fare turismo

Tale condizione è piuttosto pronunciata, infatti non si riescono a
rilanciare zone e punti di interesse diverse dal centro: Nervi e
la Lanterna sono un esempio di questa incapacità
di portare
turismo in liguria e a Genova.

Bisogna uscire dalla logica del “rilancio” della città
ed entrare nella logica di sviluppo della governance dell’esistente e di
pensieri lunghi per un netto cambiamento di Genova e della regione.

Genova in particolare non sente il turismo come un elemento di sviluppo e
asset portante dell’economia:

  • un po’ per storia antica,
  • un po’ per storia recente (“non vorremmo finire tutti a fare i
    camerieri”),
  • un po’ per carattere: i mugugni per il salone nautico sono solo un
    piccolo ma significativo esempio di quello che è il turismo in liguria.

LIGURIA E GENOVA TURISMO: PERCHE’ SERVE

Il Turismo a Genova e in Liguria ha una ricaduta occupazionale ed
economica importante:

crea molti posti di lavoro e porta moneta contante a fronte di
investimenti relativamente poco significativi,

con flussi di cassa paragonabili a quelli della grande distribuzione.

Inoltre è una delle industrie che a fronte di un investimento anche
limitato ha una ricaduta occupazionale elevatissima.

COSA BISOGNA FARE PER FARE DEL TURISMO A GENOVA E IN LIGURIA UN COMPARTO
ANCORA PIU’ FORTE.

Il turismo per Genova e la Liguria è già una risorsa importante!

Ma affinché questo comparto possa portare nuovi posti di lavoro e una
ricaduta diffusa sul territorio è necessario un piano di azione semplice
ed efficace, fatto di cose concrete, vediamole:

Analisi: Liguria e Genova Turismo

Definizione del Prodotto: Liguria genova turismo

Definire il target turistico per Genova e la Liguria è abbastanza
semplice e addirittura intuitivo, come sempre nel mktg si deve partire
dalla base, il prodotto.

Cosa offre la Liguria e Genova al turista?

Mare, monti, storia, cultura, grande antropizzazione della costa, spazi
angusti, paesi molto piccoli, città piccole…

…e ancora una popolazione anziana e “sindacalizzata” nel modo di
pensare (anche l’impresa!), ottimo clima, rilassatezza.

Logico che in Liguria e a Genova non si possa fare turismo di massa e
famigliare e neanche pensare a un turismo fortemente giovanile.

Hai presente il numero di turisti della costa romagnola? Bene,
quello NO
!

Il prodotto turistico Genova e Ligure è un prodotto di alta qualità per
via dei suoi panorami, della sua storia, della sua
arte:

Prodotto genova turismo e Liguria

Nautica come valore aggiunto per liguri a e genova turismo

Un valore aggiunto che mette in campo la Liguria è la nautica, il mare e
la sua storia.

Sulle barche, la vela di prua, quello che è il “fiocco più grande” (i
puristi non inorridiscano…) prende nome di Genoa, non San Francisco o
Venezia!

Il salone Nautico è un fiore all’occhiello da non perdere e da “togliere”
dalle grinfie di organizzatori troppo impegnati a farsi la guerra…

Entroterra valore dimenticato

Inoltre un entroterra molto verde e di qualità è un ulteriore valore da
sfruttare lungo tutto l’anno, un valore purtroppo troppe volte
dimenticato.

Riassumendo per punti di forza del prodotto:

Elevata qualità paesaggistica anche in città

  • Storia ultra millenaria
  • Grande storia del mare e tradizioni marinaresche
  • Ottimo Clima
  • Entroterra con cime alpestri

Brand di valore in Liguria

È importante notare che Genova e la Liguria hanno due brand di carattere
internazionale: Portofino e le cinque terre.

Tali brand sono appetibili per pubblici completamente diversi e
complementari, ma è importante tenere a mente nella costruzione del
prodotto Genova e Liguria il valore di tali brand.

Punti critici del prodotto liguria e genova turismo

Genova non è Firenze, Venezia, Roma o Napoli, quindi è difficile
intercettare turismo di lunghissimo raggio che prediligerà sempre tali
destinazioni o, di quelle aree, è necessario intercettare i repetears.

Per questo motivo si deve capire quali mercati geografici aggredire:
Europa del nord, Stati Uniti, Medio Oriente e Arabia … ?

genova turismo e Liguria un logistica complessa

A Genova non ci sono treni veloci e collegamenti facili per diverse
ragioni, la prima è che Genova è una città in declino sia economico
che demografico
e non viceversa!

L’aeroporto c’è ma non il traffico per sostenere molti voli, sia in
outgoing che in incoming
.

Inoltre la logistica interna non agevola gli spostamenti con veicoli
diversi dall’auto.

A genova lancanza di parcheggi di interscambio con le uscite autostradali
poi, impongono che le auto arrivino in centro…

Qualche mente eccelsa, qualche anno fa, pensò a Piazzale Kennedy
come parcheggio di interscambio! interscambio con cosa????

L’attuale servizio di trasporto pubblico soffre di un vero problema di
fruizione durante i giorni festivi
, dovrebbero essere introdotte
nuove linee per mettere in contatto i punti di snodo:

stazioni, porto antico, nervi, prà, aeroporto (che è a 8 km dal centro di
Genova ed è un’odissea arrivarci con mezzi pubblici, dato che il volabus
non è sufficiente).

Per l’aeroporto basterebbe una navetta stazione sestri (o
cornigliano)/aeroporto (facile da trovare e ben segnalata).

Completa mancanza di collegamenti con l’interno della regione per
sviluppare un turismo costa-entroterra.

Decoro Urbano di genova e di molti paesi liguri

Genova è una città tenuta piuttosto male e sporca e un po decadente sia
in centro che nelle periferie. Ciò spesso vale per altri paesi anche
costrieri che dovrebbero invece fare del turismo il primo motore di
sviluppo economico.

Di questo si accorgono anche e soprattutto i turisti che sono
necessariamente più attenti alla situazione di pulizia e decoro di un
luogo che non conoscono.

Fino a qualche anno fa, la città era in condizioni ancora peggiori,
ma era una città industriale e la pulizia e il decoro urbano erano in
subordine allo stato lavorativo e una città pulita e decorosa non
“serviva”.

Oggi che vogliamo attrarre investimenti di industrie innovative formate
da personale altamente qualificato e quindi “attento”, e vogliamo essere
città turistica, dobbiamo necessariamente avere una città migliore in
termini di pulizia.

Creazione di un’agenzia del turismo

E’ necessario creare un’agenzia che dovrebbe essere formata da enti e
privati:

  • regione,
  • province,
  • città metropolitana di genova,
  • comuni,
  • camere di commercio,
  • associazioni (associazioni albergatori,…),
  • aziende private del comparto turismo (adv, alberghi, B&B…)
  • aziende di innovazione.

In questo modo il turismo sarebbe rappresentato e potrebbe pesare anche
nelle scelte strategiche cittadine, regionali e nazionali come avviene in
alcune smart city o banalmente a Barcellona.

In questo caso chi interviene nell’associazione dovrà partecipare al
finanziamento e trarne dei benefici che saranno differenti tra enti
pubblici e soggetti privati e da definire per avere i corretti pesi di
intervento e coinvolgimento.

Dovrà avere autonomia di impresa e una mission molto chiara

 

Mappa del turismo

Come elemento chiave è necessario creare una mappa del turismo a
genova e liguria.

Fare questo è molto semplice dal punto di vista tecnico.

Per creare una mappa dalla liguria e di genova turistica è sufficiente
fare un’applicazione web e un’app, in cui tutti possano inserire
contenuti, in questo modo saranno gli stessi cittadini a creare il
Database.

Tale DB sarà a disposizione di tutti: enti soggetti turistici, etc. e
avrà la possibilità di essere molto dettagliato, se le persone avranno
modo di interagire e diventare protagonisti.

Il compito complesso risiede nella promozione e fare del progetto una
“cosa” cittadina,
per fare questo, servono competenze in
comunicazione e capacità di sviluppo di community.

Questa mappa sarà la base per tutte le iniziative di enti e privati nello
sviluppo di percorsi turistici e non…

Mappa dei Punti di interesse

Liguria e genova tursimo: Si devono definire tutti i punti di interesse
turistico (con concetti chiari sulla tipologia), dandone una
qualificazione di livello, stato di conservazione, capacità attrattiva,
facilità di collegamenti.

Moltissimi punti di interesse della città sono sottoutilizzati o
addirittura non sviluppati
, un esempio lampante sono la Lanterna e i
parchi di nervi.

Fare una mappa fisica che su più livelli che permetta di verificare le
zone di maggior interesse e pregio in relazione alle strutture presenti.

 

Genova turismo: mappa dell’ospitalità

Definire tutte le strutture ricettive “ufficiali” e non, mappando la
qualità, lo stato e la preparazione del personale.

Purtroppo a Genova  e in liguria ci sono ancora troppe strutture
di basso livello poco professionalizzate
e di basso interesse per il
target (v. successivamente) a fronte di costi non sempre bassissimi.

Mappa della ristorazione

Creare una mappa della ristorazione classica e meno classica,
individuando la qualità, la tipologia, la “provenienza”…

Ristorazione di qualità non elevatissima (l’assenza di stelle Michelin in
una città come Genova) la dice lunga sull’approccio alla qualità
nell’enogastronomia.(tweet it)

Mappa del Commercio

A fronte di eccellenza specifiche (botteghe storiche, etc) il
panorama del commercio a Genova è di qualità piuttosto bassa, con
vie di antico splendore come Via XX settembre oggi specchio di un degrado
economico evidente.

Sarebbe necessario un grande intervento di pianificazione territoriale
commerciale, che permetterebbe di riscoprire le vocazioni della città.

La possibilità di rilanciare commercialmente determinate vie e zone
attraverso i CIV e l’intervento diretto dell’agenzia nella pianificazione
turistica.

In questo modo si difenderebbe  il piccolo commercio, incentivandolo
e applicando una politica di affitti, insieme ai proprietari, che permetta
anche a piccole realtà di poter iniziare lo sviluppo economico.

Mappa delle vocazioni territoriali

Ogni zona della città ha una storia e una tradizione, che vanno studiate
e reinterpretate al fine di definirle e rilanciarle. Il quartiere di Nervi
ha una vocazione turistica diversa da Sampierdarena.

Mappa dei brownfield

Elenco di tutte le aree, palazzi e zone in abbandono e forte degrado al
fine di sviluppare progetti in sintonia con le vocazioni territoriali e
turistiche delle zone in cui si trovano.

Mappa eventi (ricorrenti)

Ovviamente gli eventi cittadini e non sono elementi chiave nella
programmazione turistica. Grandi eventi sono importantissimi per lo
sviluppo turistico, ma anche le manifestazioni minori sono fondamentali.

Tutti questi dovrebbero dare una forza e una vocazione decisa alla città.
Genova con il salone nautico avrebbe la possibilità di dare un’impronta
forte alla sua vocazione di città nautica, di porto di mare.

Analisi dei trend internazionali e ricadute sul territorio

Per il rilancio del turismo, in parallelo alla definizione del prodotto è
necessario uno studio approfondito del turismo, dei turisti e del modo di
fruire di questo.

Non basta pensare che una foto e un logo facciano muovere le persone.

Per questo è necessario verificare i flussi turistici, i trend del
turismo internazionale e sviluppare adeguate politiche.

Ligura e genova turismo: analisi dei flussi internazionale

Dato il contesto geo-politico, l’Italia sta godendo di una congiuntura
positiva che però non è supportata adeguatamente da politiche atte a
rinforzare questi trend.

Infatti l’Italia cresce a livello inferiore al tasso di crescita del
turismo internazionale e ben al di sotto di quanto ci si potrebbe
aspettare della contingenza politica.

Per questo motivo è necessario interpretare ciò che accade realmente e
quali sono le reason why dei turismi.

In questo modo si potrebbero adottare politiche di espansione che
aiuterebbero il turismo a svilupparsi oltre i livelli di media
internazionale e sfruttare il momento contingente.

Analisi dei flussi dei turisti Italiani per regione

Negli ultimi anni vi è stato un calo dei visitatori italiani in Liguria e
a Genova, calo interrotto nell’anno 2016 ma non vi è una ripresa.

Ovviamente è necessario comprendere i motivi e capire se è possibile
riprendere un processo di crescita per applicare politiche a supporto.

Analisi dei trend turistici e dei turismi

Un elemento che manca completamente in queste fasi è la comprensione del
modo di viaggiare e del modo di fruire del viaggio.

Un profonda riflessione su questi temi porrebbe le basi di discussione su
che tipo di turismo Genova e la Liguria potranno intercettare nel futuro.

Trend in essere

Turismo esperienziale: sempre di più i turisti e le persone vogliono
conoscere e fare esperienze dirette del territorio visitato. Genova in
questo potrebbe eccellere sia per quanto riguarda percorsi storico
culturali che di carattere sportivo ma anche paesaggistico (turismo dei
fotografi).

Turismo delle nicchie: sempre più nicchie si stanno sviluppando nella
fruizione del turismo, Genova ha una ricchezza in tal senso che va
sviluppata.

Definizione dei Target

Una volta definito il prodotto e studiati i flussi e i turismi è
necessario capire a chi vendere il prodotto Genova e Liguria, anche in
questo caso non è complesso definire il target in relazione al nostro
prodotto.

Il target principale è un turista curioso, interessato ad aspetti
storico-culturali, che ama la natura, medio alto spendente, di età media
oltre i 35 anni, amante del mare e degli sport legati alla natura del mare
e dell’outdoor.

Ha una cultura medio alta e ama conoscere il territorio nella sua verità
anche se non disdegna il divertimento e il piacere.

Pretende servizi di qualità a fronte di una spesa medio alta in tutta la
filieria: ospitalità (alberghi B&B,…), negozi, ristoranti, servizi
(trasporti, pulizia,…)

Ha una disponibilità di tempo spesso variabile ma sicuramente non si
permette lunghe permanenze famigliari (city break, settimane al massimo)

Il Turista target è disponibile a spendere, è nelle logiche stesse del
turismo, però deve essere un prezzo accettabile in relazione
all’esperienza, questo vuol dire elevare l’esperienza per avere un prezzo
accettabile e remunerativo per chi intraprende.

Prendere un aperitivo in riva al mare o su una barca, non ha prezzo e
mantenere un bar in riva al mare sugli scogli genovesi è più oneroso che
farlo a Rimini o a Comacchio.

Quindi il costo potrà anche essere maggiore, ma la qualità del luogo,
dell’aperitivo e del servizio deve essere elevato e in linea con il
contesto ambientale.

Vale lo stesso concetto per l’industria dell’ospitalità (alberghi B&B
e via discorrendo).

Turismo colto, slow tourism, turisti medio/alto-spendenti, turismo
eno-gastronomico, storico, amante dell’outdoor di qualità (pesca,
trekking, bike, …).

In generale a Genova serve un turista che chiede servizi di qualità:
delle strutture di ospitalità, dei siti da visitare, delle infrastrutture,
disposto a pagarli per il suo vero valore…

Un treno che fa 20 gallerie in 10 km costerà di più di un treno in
pianura padana, ma va spiegato al nostro turista, che lo capirà perché
mediamente colto e intelligente.

Quindi il target giusto per il prodotto è un cliente che possa visitare
Genova e la Liguria, con “calma”, godendo delle bellezze e lentezze della
città, del mare e della sua collina, disposto a spendere per servizi di
qualità e “onesti”.

Inoltre è importantissimo capire a chi rivolgersi in termini di sviluppo
dei flussi turistici.

Difficilmente Genova entrerà a breve in un turismo intercontinentale,
poiché città come Roma, venezia, firenze e napoli sono imprescindibili per
chi viaggia da lontano e ha 20/25 giorni per visitare un paese, anche se
mete come le cinque terre e portofino sono amate e visitate da tutto il
mondo.

Quindi bisogna creare un turismo di medio raggio e far diventare
Genova l’Hub per l’Africa e il medio oriente.

Target Geografici

In questo step è necessario comprendere quali potrebbero i target
geografici elettivi per un turismo di qualità a Genova.

In primo luogo c’è da comprendere che Genova per alcuni anni a venire non
potrà competere con città d’arte Italiane ed europee: Roma, Firenze,
Venezia, Napoli, Parigi, Praga.

Quindi per alcuni anni ancora non possiamo sperare che arrivino a Genova
da paesi molto lontani, per il primo tour in Italia.

Per questo è sufficiente vedere le offerte dei TO americani o Australiani
o andare nelle fiere internazionali del turismo.

Quindi siccome Genova deve puntare ai repeater di oltre oceano o del far
East, deve necessariamente puntare a un turismo colto e capace di spendere
per fare almeno due viaggi intercontinentali in Italia.

Quindi i territori di elezioni dovrebbero essere i paesi del nord europa,
che hanno capacità di spesa elevata, con un investimento progressivo in
base alla distanza: Svizzera, Germania, paesi bassi, Inghilterra, paesi
scandinavi.

Inoltre sarebbe importante investire in paesi del medio oriente (oman,
arabia saudita, emirati arabi, quatar, …) che hanno un livello economico e
di spending molto alto.

Successivamente andare a colpire i ceti alti dei paesi più lontani:
India, Cina, Giappone, Stati Uniti, Australia.

Che turismi offrire o non offrire

Territorio bellissimo ma non facile, mare monti in pochi minuti, poco
spazio molto antropizzato, molta storia, un target da interessare e
incuriosire, disposto a spendere in cambio di qualità.

Trend internazionali di turismo esperienziale in grande crescita

Uniamo i punti e troviamo quali turismi offrire e non offrire

  • Turismo famigliare -> se medio alto spendente
  • Turismo vacanziero -> no
  • Turismo del divertimento -> non massificato
  • Turismo artistico -> da ricercare nelle nicchie
  • Turismo crocieristico -> si ma di medio alto livello (star
    clipper, silversea,…)

Studio dei Competitor / Partner

In questa fase è importante definire quali sono i nostri competitor e
quali sono i nostri possibili partner.

Cosa fare per colpire il target

Una volta individuati tutti i dati necessari a questo punto è importante
comprendere le azioni e i requisiti per arrivare a interessare il target
individuato.

Nell’analisi e nella proposta di questo documento, il target è stato
individuato e dall’analisi che abbiamo condotto possiamo individuare cosa
è necessario per attrarre il target:

  • Avere facile accesso alla città e/o avere servizi di qualità nei
    trasporti interni
  • Città pulita e in ordine
  • Possibilità di prenotare pacchetti “all inclusive”
  • Ospitalità di qualità: numero maggiore di hotel di qualità (4/5
    stelle)
  • Stabilimenti balneari che offrano livelli di qualità in termini di
    servizi (meno folla e più servizi)
  • Siti di interesse in ordine e accessibili (anche a pagamento)
  • Percorsi turistici innovativi e di qualità
  • Percorsi turistici dedicati e di nicchia
  • Città “comoda”
  • Promozione mirata e dedicata (non mass market)

Questi sono solo i principali elementi di cui un target di qualità ha
necessità per essere attirato.

In poche parole maggiori servizi per prezzi adeguati agli stessi.

Gap Analysis

In questa fase è importante definire in modo chiaro la distanza tra le
necessità dei turisti e l’offerta reale.

Un esempio molto semplice, se il target individuato è il turista di medio
alto livello culturale, e la nicchia sono gli amanti dell’arte moderna,
allora a Genova possiamo vantare almeno tre musei dedicati:

Villa Croce, Gallleria arte moderna e wolfsoniana.

Cosa manca, possibilità di prenotazione di un unico pacchetto dedicato
(non la carta dei musei): un weekend o una giornata piuttosto un pacchetto
con guida esperta (auspicabilmente anche di arte moderna), trasporto,
alloggio e…

In una definizione manca il pacchetto turistico.

Stesso discorso si può fare sulla pulizia delle aree di interesse,
sull’accessibilità dei punti di interesse.

SWOT analysis

Questo è il passo finale che riassume molti degli step precedenti e darà
una visione più chiara e completa della situazione reale del progetto
turismo a genova e in Liguria.

Un piccolo esempio non esaustivo di analisi:

 

Strengths – Forze

  • Territorio di grande bellezza
  • Storia
  • Polo nautico
  • Storia Portuale
  • Entroterra alpestre
Weaknesses – Debolezze

  • Città poco orientata al turismo
  • Servizi scarsi per il turismo
  • Pochi operatori incoming di alto livello
  • Città mal tenuta
Opportunities – Opportunità

  • Colpire turismi di nicchia
  • Possibilità di alzare il livello
  • Sviluppo del turismo nautico
  • Sviluppo di turismo MICE (legato alle nuove tecnologie IIT,
    medico,…)
  • Turismo Crocieristico di alto livello
    Situazione geopolitica (italia non colpita ancora per quanto)
Threats – Minacce

  • Crescita turistica di altri paesi (Cina, Far east, Islanda,…)
  • Marginalità della cultura turistica
  • Carenza di investimenti
  • Gestione non professionale delle risorse

 

 

Obiettivi Temporali

In questa fase è necessaro fissare degli obiettivi temporali in termini
di: budget, numero turisti, spending dei turisti, valorizzazione dei beni
comuni, miglioramento dei servizi, etc. al fine di comprendere se gli
investimenti fatti hanno prodotto valore.

Definizione dei KPI

La definizione di una struttura di Key Performance Indicator è l’unico
modo per verificare la bontà degli investimenti.

I KPI sono di varia natura e non è necessario inventarli, il mercato del
turismo e dell’ospitalità ne hanno a bizzeffe.

Dovranno essere definiti per ambito di investimento e dovranno essere
studiati per indagare in modo oggettivo le politiche messe in atto.

Aree dei kpi

Offerta ospitalità
Numero letti
Numero strutture per tipo

Ospitalità
Occupazione % camere
Costo medio giornaliero camere per tipo
RevPAR (Revenue per Available Room)

Risultati Turistici
Numero turisti
Spesa media per turista
Numero occupati
Remunerazione media occupati
Servizi offerti
Soddisfazione dei turisti
Soddisfazione dei cittadini
Verifica propensione al passaparola
Verifica delle recensioni dirette ed indirette
….
Grazie ai KPI, ai risultati economici e ai risultati immateriali si può
costruire una Balanced Scorecard.

Piano di innovazione del turismo

In questa fase è necessario definire un piano specifico per l’innovazione
del turismo che possa riguardare tutti i grandi temi, sia per gli enti sia
per i soggetti privati.

In particolare sarebbe necessario un piano di innovazione riguardo:

  • Creazione di prodotto
  • Marketing
  • Formazione personale (lingue, ospitalità di alto livello,…)
  • Innovazione tecnologica
  • Rivoluzione tecnologica

Il turismo, sia a livello di enti e di privati, sconta un certo grado di
arretratezza. Servirebbe una regia che permetta ai soggetti innovativi
della città di mettere a disposizione le competenze per fornire servizi di
alto profilo.

L’agenzia del turismo dovrebbe stimolare lo sviluppo di piattaforme in
grado di creare valore.

aggregando al massimo tutti gli attori del comparto turistico culturale
della città e della regione, dando servizi di alto livello ai più piccoli,

alzando così il livello di servizio almeno al livello dei competitor più
avanzati (v. anche mappe del turismo diffuse).

Inoltre per la gestione e il reperimento delle informazioni mirate alle
aree di interesse (mood, informazioni sui competitor,…) si possono
studiare facilmente strumenti di controllo e verifica utilizzando
strumenti di ascolto del web (scraping, influencer, nodi,… )

Queste tecniche potrebbero anche essere facilmente utilizzate per far
emergere in modo inequivocabile il sommerso dell’offerta,

che oltre a essere un danno per le strutture regolari in termini di
competizione, di essere un danno all’erario, sono anche spesso strutture
di basso livello e farebbero molto male al turismo di qualità.

La tecnologia dovrebbe essere trasferita attraverso l’agenzia del turismo
che avrebbe un ritorno in termini economici dal creare una formazione
permanente ai soggetti turistici.

Budget

Il budget è uno degli elementi fondamentali per la riuscita di un cambio
di traiettoria del turismo in liguria.

Ovviamente le risorse devono essere a contribuzione pubblico privato ma
devono essere reperite per le maggior parte direttamente sul mercato.

Per fare questo è possibile creare un fondo per l’agenzia del turismo da
utilizzare per creare progetti in città di promozione o di cooperazione
con altri enti (vedi pulizia e decoro urbano…)

Un’idea che può essere utilizzata per il finanziamento, già proposta da
altri () è l’uso della tassa di soggiorno a fini turistici…

Questa agenzia potrebbe avere diversi punti in città dedicati al turista
(sia diretti che indiretti tipo angoli informativi in negozi/adv… o
franchise…) in cui offrire servizi come avviene a Barcellona con i pulman
()

Sulla falsariga di questo è possibile creare una serie di servizi che
possano creare reddito, solo a titolo di esempio:

  • biciclette (elettriche) per la città
  • booking per musei/eventi cittadini/alberghi…
  • merchandising
  • formazione

Definizione degli interventi MACRO (trasporto, pulizia,…)

Logistica

Parcheggi di interscambio

E’ necessario individuare aree in prossimità delle uscite autostradali, o
altri posti per la realizzazione di parcheggi di interscambio,

dando così l’opportunità di fruirne anche a molti pendolari che grazie a
navette potrebbero essere velocemente collegati a stazioni o verso i
centri.

Una serie di commodity legate quindi a questi luoghi (linee autobus,
bigliettazione, …).

In alcuni casi potrebbero venire usate aree poco utilizzate (aeroporto,
nuova marina aeroporto e relativi posteggi) piastra del bisagno o
parcheggi temporanei nel ex mercato di corso sardegna quando non
utilizzato per manifestazioni.

Ovviamente non aree come piazzale Kennedy o Corso Italia, vero scempio
anche in presenza del salone nautico.

L’ideale sarebbe definire dei punti di parcheggio di interscambio che
possano funzionare per i pendolari quanto per i turisti (con utilizzo
completo durante tutta la settimana).

Questo prevedrebbe una politica di presenza di navette a rotazione (o a
chiamata), l’investimento in comunicazione precedente alla vacanza e in
loco,

e la capacità di offrire servizi anche innovativi (ma neanche poi troppo)
come punti informativi nelle aree di servizio, nelle stazioni di partenza
e arrivo e così via.

Collegamenti

Genova e la liguria soffrono in modo atavico di carenza di collegamenti,
conosciamo bene le lunghe code del fine settimana, che fanno dei turisti
un peso per la collettività che non gode direttamente di ritorni
immediati.

Per questo motivo è necessario agire su: Turismo di qualitàà meno turisti
più spendenti, maggiormente evoluti in termini di fruizione dei vettori
(treno, aereo).

Creare un patto con Trenitalia e una/due compagnie aeree, per permettere
a Genova di avere collegamenti decenti con Roma e Milano.

Definire accordi quadro che permettano a compagnie low cost o medium di
avere una rotta fissa su Roma (che adesso è monopolio di Alitalia con
prezzi fuori mercato che impediscono anche lo sviluppo delle piccole e
medie imprese turistiche e non).

Definire con Trenitalia o competitor strategie che permettano di avere
nei periodi di maggior carico turistico,linee di treni che permettano
spostamenti adeguati con Milano, Torino, Bologna e Firenze e Roma.

Potenziamento delle comunicazioni aeroportuali e treni.

La logistica è elemento fondamentale per rendere un luogo turistico
effettivamente interessante.

Genova ha una posizione difficile dal punto di vista dei trasporti,
quindi in attesa di terzo valico etc,

sarebbe necessario definire un tavolo di regia tra operatori del turismo,
operatori dei trasporti (ferrovie pubbliche e private, compagnie di
autobus, etc. ), autorità portuale e aeroporto, e naturalmente gli enti di
governo,

per creare nuove sinergie di trasporto con le principali città italiane
(milano, torino, roma, firenze, bologna)

Questo tavolo deve puntare alla realizzazione di un piano integrato di
trasporti che permetta di raggiungere Genova con mezzi di trasporto
pubblico.

È di grande importanza la capacità di sviluppare una pressione sulle
aziende di trasporto, soprattutto i vettori più importanti, come alitalia
e ferrovie, per avere un trasporto mirato e definito sia per il turismo
che per il pendolarismo tra città.

Da non sottovalutare inoltre strumenti di trasporto 2.0 esempi sono
blablacar, uber, affitto auto, transfert etc.

Questi potrebbero diventare un elemento premiante e diversificante se
integrati all’interno del piano trasporti,

tenendo conto della sempre più importante necessità di creare servizi di
valore di elevata qualità a costi ragionevoli, proprio in virtù dei target
di riferimento.

Tali strumenti potranno essere utilizzati dagli operatori per creare
percorsi turistici che includano trasferimenti standard e alternativi.

Collegamenti mare / entroterra

Per fare un esempio zone come la val trebbia, la val d’aveto offrono
occasioni di outdoor ed eno-gastronomia in collegamento con città e la
riviera.

Revisione delle linee di trasporto pubblico di collegamento
differenziando le esigenze di trasporto dei cittadini e dei turisti e
integrandoli: nei weekend i genovesi possono diventare turisti della
propria città e utilizzare i mezzi pubblici.

Coinvolgere le categorie del trasporto pubblico (Taxisti) e nuovi
meccanismi (UBER, segway,…) in un piano di trasporti che pensi il
trasporto out-in – in-out (esempio centro – valli esterne , centro – valli
interne).

Ospitalità

Ospitalità intesa come elemento logistico implica la possibilità di avere
una rete di parcheggi e soluzioni che permettano la distribuzione di auto
e turisti anche al di fuori del centro.

La situazione attuale è insostenibile nei giorni di primavera in cui
tutte le auto si concentrano nei parcheggi adiacenti il porto. Questo è un
elemento rende il turista un peso per la comunità.

In questo senso è necessario individuare parcheggi a corona della città
che permettano di essere fruiti dagli abitanti e dai turisti.

Trasporti OnSite

L’attuale servizio di trasporto pubblico soffre di un vero problema di
fruizione durante i giorni festivi, dovrebbero essere introdotte nuove
linee per mettere in contatto i punti di snodo:

stazioni, porto antico, nervi, prà, aeroporto (che è a 8 km dal centro di
Genova ed è un’odissea arrivarci con mezzi pubblici, dato che il volabus
non è sufficiente) e basterebbe una navetta stazione sestri (o
cornigliano)/aeroporto .

si dovrebbe pensare anche agli spostamenti dei cittadini verso i centri
commerciali come Campi e fiumara, con navette dalle stazioni.

Inolte si dovrebbe investire in una capacità di collegamento con le
alture, che dovrebbero essere fiore all’occhiello del turismo per Genova e
la sua provincia.

Anche l’integrazione con il servizio taxi deve divenire uno strumento di
sviluppo del trasporto urbano, utilizzando strumenti innovativi,
abbattendo i costi per i taxisti (energia pulita, sgravi fiscali,…)

in modo da abbassare le tariffe e permettere l’uso del taxi ad una platea
ampia di turisti e residenti.

Il servizio taxi potrebbe essere utilizzato per integrare le linee
pubbliche a basso traffico e per creare un nuovo modo di trasporto verso i
locali pubblici per i giovani,

che così potrebbero evitare l’uso di auto e consentirsi un bicchiere in
più.

Valorizzazione patrimonio e del territorio

La valorizzazione del patrimonio passa per diversi fattori:

  • Qualità dei siti patrimonio della città
  • Qualità sociale
  • Sostenibilità

Genova ha molti luoghi che potrebbero divenire elementi attrattivi,
spesso dimenticati e spesso abbandonati.

Sarebbe necessario da parte del pubblico investire in progetti che
abbiano solide basi turistiche, che permettano lo sviluppo nel tempo,
credendo nell’opzione turismo. Alcuni luoghi (Es. Nervi ) gridano
vendetta.

Non solo però gli aspetti legati al bene in se, è anche necessario che
questi beni fossero fruibili dal punto di vista ambientale,

un esempio il ghetto (che ad esempio a roma ha avuto una vera
trasformazione di destinazione d’uso) o la commenda di prè.

Luoghi belli pieni di storia ma di difficile fruizione perché non
inseriti in una logica di innovazione sociale, di integrazione dei “nuovi”
cittadini.

Prè e maddalena sono ancora angiporto anche se la città in quei luoghi ha
cambiato volto. Si necessitano di percorsi integrativi per la creazione di
valore:

un esempio il mercato di “abusivi” sotto le mura delle grazie sono un
ottimo esempio di buone idee, l’aver inquadrato un problema.

ma al contempo è necessario un percorso che porti questi nuovi ambulanti
ad una situazione di legalità e rispetto delle regole, creando un lavoro
stabile, che permetta di vivere alle nuove famiglie in armonia con le
famiglie di ambulanti che vivono le difficoltà del mercato dato anche da
tasse e contribuzione alla cosa pubblica.

Sostenibilità

La gestione delle cose pubbliche è spesso demandata alla volontà dei
singoli o di pochi gruppi organizzati in associazioni, senza che questo
rientri in un progetto complessivo e strategico, un esempio è la lanterna
con il suo museo, che tagliata fuori da tutte le rotte turistiche è
difficile da raggiungere e per nulla comunicata.

L’associazione che gestisce tale sito si trova gioco forza in difficoltà,
dato che tali associazioni volontaristiche non sono votate al turismo,
piuttosto alla conservazione (opera come visto necessaria sempre e
comunque), quindi pur facendo sforzi anche importanti, non riescono a
creare valore da questi siti.

Brownfield

Individuata la mappa dei brownfield è necessario grazie al piano di
sviluppo che è stato elaborato, rendere fruibili zone della città
attualmente in disuso.

In questo modo si potrà definire una nuova prospettiva e attrarre
investimenti che possano vedere in un piano pluriennale un modo per creare
ricchezza per se e per il territorio che ospita.

Gestione strutture

Genova soffre di una gestione delle risorse molto legata ai corpi
intermedi e a logiche molto lontane dal turismo.

Vi sono moltissime aree di pregio che per diverse ragioni non vengono
sfruttate a dovere. I motivi sono di vario tipo e affondano in decenni di
poco interesse verso l’argomento turismo.

Come per i Brownfield anche aree di interesse turistico dovrebbero essere
rese più accessibili agli operatori del turismo.

Un esempio lampante è la stessa Lanterna, che pur essendo il simbolo
della città, ha una frequenza di visita molto bassa e un ritorno di
immagine pessimo.

Quindi è necessario trovare nuovi modi di gestione, che permettano,
grazie a meccanismi chiari e trasparenti, la gestione delle risorse a
interlocutori in grado di sviluppare i luoghi in “prodotti” fruibili a
livello turistico ma anche cittadino.

Per questo è necessario creare piani di integrazione tra soggetti
operanti nel settore: albergatori, TO, gestori dei beni, enti
amministrativi.

Pulizia e decoro urbano: Indire una campagna (di vari anni) per la
pulizia delle strade cittadine e il decoro urbano.

Il comune, la città metropolitana e regione dovrebbero coordinare
un’azione mirata alla riqualificazione (almeno) delle aree di interesse
turistico che agiscano su diversi livelli:

Decoro urbano: tutti i percorsi turistici devono essere mantenuti in
ottime condizioni estetiche e funzionali, in modo che il costo di
manutenzione si riduca nel tempo.

Se questi sono inseriti in aree di difficile integrazione sociale
(ghetto, commenda, …) è necessario un coinvolgimento sociale, un
innalzamento del capitale sociale che preveda una ricaduta positiva verso
i residenti.

La presenza anche di forze dell’ordine, non in assetto di guerra,
piuttosto in modo non invasivo, ma costante nel tempo, consente ai turisti
di avere l’impressione di una cura del territorio e una sicurezza che
attualmente non si riscontra.

Zone del porto antico davanti al Galeone sono elemento di disturbo dei
turisti, in una zona molto trafficata e sicura, quando ci si sposta in
zone meno “turistiche” la sensazione di sicurezza cala notevolmente.

Le amministrazioni pubbliche dovrebbero adottare misure extra per la
pulizia e decoro urbano in zone strategiche proprio da creare percorsi ad
ostacoli per il montare del disordine e della sporcizia, investendo
risorse e creando percorsi virtusi:

In zone del centro storico: adottare una politica di adozione delle vie
da parte di esercenti che a fronte di sconti su varie tasse locali possano
diventare i primi interessati alla pulizia e al decoro.

Questo potrebbe valere ovunque vi fosse una concentrazione e presenza di
negozi adeguata.

Un esempio è corso Italia dove davanti ad alcuni locali dopo le serate si
trova uno stato di sporcizia elevato. Se gli esercenti responsabilmente
adottassero la pulizia del loro pezzo di “passeggiata”, tutto risulterebbe
molto più pulito e fruibile anche dai cittadini.

In zone in cui invece la presenza di esercenti fosse meno importante
(passeggiata a mare nervi, da quarto a nervi, qui si assiste all’atavico
problema della MERDA di cane (sarebbe più corretto dire deiezioni…ma è
merda e se la pesti dici ho pestato una merda e non una deiezione).

Qui è necessario una fase di costante pulizia e una costante “ronda” per
controllare per lunghi periodi che chi porta fuori il cane,

cosa giusta bella e importante anche socialmente lo faccia nel rispetto
delle regole, che abbia una paletta o un sacchetto… moltissimi già lo
fanno ma molti altri no.

Sarebbe importante un coinvolgimento di tutti quei soggetti (esercenti,
associazioni podistiche, associazioni sul territorio, municipi…)

per definire, in ogni territorio, un piano di azione semplice e concreto
per la pulizia e il decoro delle aree turistiche e di pregio (estendendo a
tutti i luoghi in cui la partecipazione può diventare un valore per il
quartiere stesso).

I costi di tali iniziative non sono zero, l’amiu deve diventare soggetto
determinante per la riuscita di tale iniziative, il comune deve definire
ambiti di priorità ben definiti e perseguire una politica costante per
diversi anni.

Inoltre il comune dovrebbe definire una linea di arredo urbano che
coinvolga tutta la città in modo da dare un’identità ancora più forte alla
città

Per fare questo è anche necessario snellire le burocrazie per tutti
quegli interventi dei cittadini che possono migliorare tutti gli aspetti
legati alla pulizia delle aree urbane (aiuole, giardini, pulizia davanti a
negozi, etc.).

Cultura

La cultura è una delle nicchie fondamentali per il rilancio del turismo
volendo colpire un target di qualità elevata.

A Genova non mancano certo i punti di interesse culturale, ma anzi molti
sono poco valorizzati e poco conosciuti.

La mappa dei punti di interesse dovrebbe fare in modo che possano essere
individuati e conosciuti e messi a valore.

Fondamentale però è anche il cambio di profilo delle strutture, ad
esempio quelle museali, che possano sviluppare ancora di più la capacità
di conservazione, ma molto di più sviluppare la capacità di fruizione dei
beni culturali, elemento su cui in Italia siamo ancora molto indietro.

Proprio i musei possono essere trasformati in veri e propri centri di
sviluppo culturale, integrandosi anche con soggetti privati e commerciali
e sviluppando percorsi inediti e sempre nuovi,

ma va modificata in modo marcato il modello museale in termini di
capacità di espositiva, orari di esposizioni, costi, facilità di creazione
del valore.

Definizione di nuove rotte turistiche e non… uscendo dalla logica del
turismo di polo o localizzato nel centro città.

Genova ha un polo attrattivo d’eccezione: l’acquario e il porto antico,
la Liguria ha brand come le Cinque terre e Portofino.

Queste eccellenze non bastano… pensiamo al polo acquario, questo di fatto
attrae milioni di persone a Genova, con un indotto positivo,

si ma quanto se non riusciamo a portare i turisti nel luogo simbolo della
città: la lanterna? O portarli a pegli o nervi?

Se non riusciamo a creare un cambio di prospettiva, saremo “condannati”
ad un turismo che non crea vera ricchezza e non diventerà mai un asset
importante della città, creando opportunità per pochi e “peso” per molti,
rendendo inevitabilmente il turista uno scocciatore.

Gli operatori professionali del turismo (Tour Operator, Agenzie di
Viaggio, … ) potranno creare “percorsi turistici” diversi, orientati a
diversi pubblici, capaci di attrarre nuovi flussi turistici di qualità, se
poi questo è integrato in un progetto di sviluppo organico (v. punto 8) si
potranno moltiplicare le opportunità di sviluppo.

Semplificazione della legislatura

Al fine di liberare risorse è necessario una semplificazione delle norme
sulla creazione di strutture ricettive, apertura di AdV e TO,

eliminando figure obsolete come il direttore tecnico, modificando la
legge nella parte della nominazione (permettendo i franchisee)

consentendo ai B&B un maggiore numero di camere soprattutto se
gestito da società del settore, eliminare l’obbligatorietà delle guide
turistiche (che sono un limite allo sviluppo del turismo anche di
qualità).

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Isola che non c’è: Marketing & Numbers https://www.riccardo-grassi.com/isola-che-non-ce-marketing-numbers/ https://www.riccardo-grassi.com/isola-che-non-ce-marketing-numbers/#respond Tue, 26 Dec 2017 16:10:43 +0000 https://www.riccardo-grassi.com/?p=2751 Sono […]

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Sono amministratore di Isola che non c’è Srl, società fondata insieme al mio amico e fratello Paolo Cabella.

Isola che non c’è nasce da un idea imprenditoriale che all’inizio sembrava un po folle, unire il metodo scientifico al mondo del marketing e della comunicazione.

Sembrava impossibile legare le parole e i numeri, due mondi considerati per definizione distanti.

Con l’avvento di internet si è avverato l’impensabile… Unire una mole di dati impressionante ad ogni processo umano. Ecco che cosi la semantica e le parole prendono forma sotto spoglie di Big Data.

Non importa quale sia la tua attività o hobby. Le persone ti cercano con le “parole” e lo fanno un certo “numero di volte”, da un “certo luogo”,  e ad un certo “tempo”.

Questi sono i tuoi Big Data e ne sono solo un campione ristretto. Siti web, social network, blog, e tutte le azioni di web marketing sono a supporto della comunicazione.

Sarà compito nostro sviluppare questi strumenti, fare le analisi in modo da ottimizzare il tuo business ed amplificarlo.

Qualche esempio?

L’approccio numerico unita all’esperienza di comunicazione e marketing dei fondatori di Isola che non c’e’ ha permesso di spaziare nella comunicazione dei campi più disparati.

Lavoriamo nel turismo, nel mercato dell’Energia, nelle amministrazioni condominiali, nel campo delle ristrutturazioni. E ancora, nel mondo dell’internet of things, nel mondo dell’agricoltura.

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Perché mollare tutto e ricominciare https://www.riccardo-grassi.com/perche-mollare-tutto-e-ricominciare/ https://www.riccardo-grassi.com/perche-mollare-tutto-e-ricominciare/#respond Tue, 26 Dec 2017 15:39:04 +0000 https://www.riccardo-grassi.com/?p=2747 mollare […]

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mollare tutto e ricominciare, perché farlo? Fallo per te, la tua famiglia e i tuoi amici… Mollare tutto, ora puoi!

Io ero manager in una grande impresa del mondo dell’energy, azienda che, bontà sua, fattura miliardi di euro. Io guadagnavo più che dignitosamente, avevo un ruolo importante in azienda. Ma non stavo più bene lì, colpa dell’azienda? Forse… ma probabilmente no!

Prima di arrivare lì, avevo fatto molte esperienze come consulente in giro per l’Italia e l’Europa: Roma, Milano, Fabriano, Genova, Atene… giravo, lavoravo moltissimo!

Addirittura una domenica sera ad Atene, erano le 18:00 avevo lavorato per 35 giorni di seguito senza mai un giorno di interruzione, lavoravamo dalle 9:00 alle 23:30 (praticamente dall’apertura alla chiusura dello stabile) tutti i giorni, più alcune notti per fare attività che solo durante la notte potevano essere fatte.

Beh uscito di domenica alle 18:00 mi sono detto: “beh mezza giornata di ferie… vado a vedere il Partenone!

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Ho passato ore in attesa nelle lounge degli aeroporti, lunghe ore in auto (con una l’ho fusa in un mese da tanti Kilometri ho fatto!), le stazioni dei treni sono state casa mia…

Tutto questo mi piaceva, facevo esperienze, lavoravo per grandi imprese, avevo team di persone da gestire… si mi piaceva!

Mi piaceva anche la vita da manager, con tante pressioni, campagne da fare, customer care da gestire, fatturazione da fare in modo impeccabile!

Ma poi non scendevo più sott’acqua, non andavo più in barca sul mio adorato gommone, non avevo tempo per una partita a tennis, per non parlare di andare in palestra a fare arti marziali (un’altra delle mie grandissime passioni!) o per un banale aperitivo…

Inoltre ci sono stagioni della vita che ti cambiano, io ne ho passate di veramente brutte, come penso molti di noi, e mi hanno insegnato l’umiltà che forse avevo un po’ perso, stagioni di dolore profondo che ti spezzano in due e che ti consumano dal dolore!

Periodi in cui tutto è difficile e il tuo lavoro, stimolante, divertente… perde di valore, perché i tuoi valori cambiano.

E fu proprio così che capii che volevo mollare tutto e cambiare vita, volevo cose diverse!

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riccardo-grassi-mollare-tutto-ricominciare

Non mi interessava più la carriera, non mi interessava avere un grande team di persone, non mi interessava più avere il “macchinone”…

Mi interessavano cose diverse, migliori? No diverse da prima! Peggiori? Per molti si!

E ho impiegato parecchio tempo, qualche anno, per mettere a fuoco cosa stava succedendo!

Ma ad un tratto ho capito che mi stava sfuggendo di mano qualcosa che per me era importante, tanto quanto lo era stato essere manager, fare progetti, marketing o altre cose fino a quel momento.

 

Devo confessare che prendere coscienza delle mie mutate esigenze è stato complesso… “Ma come hai tutto: stipendio, solidità di una grande azienda, una bella casa… Ma cosa vai cercando e cosa vorresti fare?

Questo è quello che mi dicevo io stesso… un condizionamento interno fortissimo.

 

Ma la mia vita stava svanendo in un “giorno per giorno” poco utile a me e agli altri, amici famiglia.

 

Per fortuna con l’aiuto e il supporto costante e fortissimo della mia compagna Emanuela, che non posso fare altro che ringraziare per tutta la mia vita visto che mi ha praticamente salvato, ho iniziato a prendere coscienza e a trasformare quello che erano i miei sogni in realtà!

 

Ecco perché mollare tutto e ricominciare! Per tornare a vivere una vita utile per se stessi e gli altri!

 

Ora che sono sulla strada giusta e che ho iniziato a realizzare molti dei miei sogni, posso dire che ne vale la pena, ma la strada è lunga e tortuosa.

 

Vi chiederete, ma cosa hai fatto, come faccio io a mollare tutto e ricominciare, vivendo delle proprie passioni?

Non ho soldi, non ho lavoro, come faccio?

Non avare paura, te lo spiegherò nei prossimi post!

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Ti Racconto Una Ricetta https://www.riccardo-grassi.com/ti-racconto-una-ricetta/ https://www.riccardo-grassi.com/ti-racconto-una-ricetta/#respond Mon, 25 Dec 2017 17:46:49 +0000 https://www.riccardo-grassi.com/?p=2712 Ti […]

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Ti Racconto una ricetta è un food blog che ha l’ambizione di raccogliere il meglio delle ricette della cucina italiana Tradizionale.

Nato dall’intuizione di Bea e proseguito da 4 pazzi… Ti Racconto una ricetta, si è conquistato una notevole visibilità intorno al 2013.

Adesso viene rilanciato alla grande da Isola che non c’è, per far tornare Ti Racconto una ricetta, uno dei siti di nicchia di maggior pregio nel panorama della cucina italiana.

Non ti resta che visitare il vecchio sito (ancora aperto con la vecchia grafica per qualche tempo…) www.tiraccontounaricetta.it e il nuovo sito  www.tiraccontounaricetta.com.

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