Riccardo Grassi

Vivere delle proprie passioni

Riccardo grassi veleggiare vela

Veleggiare in barca a vela

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Si controlla che la nostra barca a vela sia libera, a prua ti fanno cenno che si può uscire, fili l’ultima cima mentre ingrani la marcia… timone a scontro per uscire senza problemi.

Uscendo dal porto assapori il fresco, sei lì al timone, controlli che sia tutto ok, issiamo i parabordi a bordo, speri che qual venticello rimanga e anzi salga un po’!

Ti guardi intorno, i monti, il mare, si esce si va…

Uno sguardo di intesa e subito qualcuno è all’albero della barca a vela, ti guarda tu orzi fino al fil di vento, e subito senza dire nulla uno al winch e un altro a dare una mano e la randa pian piano viene issata, e tu attento a tenere la prua al vento, ora la drizza è cazzata e l’amantiglio è libero.

Poggi pian pian, e intanto spegni il motore, il silenzio per un secondo, un silenzio speciale meraviglioso…

già qualcuno fila il genoa, e la vela si gonfia pian piano, arrivi a un bel gran lasco, la barca accelera, pian piano, come solo una barca a vela sa fare, in tutto l’equipaggio c’è una sensazione unica, compiaciuta e gaudente, ma senza urla, solo il godere del vento, del mare, del sole…

la terra è li ancora vicina, ma anche in quei pochi metri di distanza è già magia…

Aggiusti l’andatura, si va di bolina, si cazzano le vele, il genoa e la randa sembrano rigidi, sembra che il vento aumenti sui visi, la scia lasciata dietro di noi inizia a fare piccola schiuma, il rumore è solo vento e mare…

Tu tieni la rotta, controlli i filetti di lana sulle vele, ogni tanto il genoa si cazza, poi si lasca… così la randa…

tutti sopravvento a tenere piatta la barca, ma il vento non è forte e la barca scivola sul mare con naturalezza…

il timone tra le mani, solo per fare piccoli controlli e tenere la velocità… le vele sono a segno e così ci si rilassa, chi si sdraia, chi si mette fuori, chi chiacchera, chi si gode il vento in faccia, ma tutti siamo tranquilli, divertiti e soddisfatti.

Il vento sembra calare, ma stiamo scadendo sotto i monti che ci tolgono aria, allora, chiami la virata: “Pronti alla vira?” … “pronti” , “pronti”,… e in un attimo la barca sembra brulicare di persone (ma eravamo così tanti?). Porti la bolina stretta, il genoa e la randa si cazzano quasi a ferro…

“Vira”, il timone orza, mentre passi nel letto del vento, il genoa viene lascato… mentre dall’altra parte, prima a mano poi grazie al winch si cazza velocemente la scotta e la randa viene filata un poco…

Virata avvenuta, la barca riprende velocità grazie anche alla tua leggera poggiata, poi stringi il vento sulla tua rotta, che è una bolina larga, le vele sono di nuovo a segno, adesso la rotta è verso il mare aperto.
Dopo pochi istanti la tranquillità è di nuovo a bordo, e tutti si godono il vento e il sole… al timone si sta sempre un po attenti che non vi siano salti di vento o giri strani, oltre alle altre barche, ma mentre timoni ti rilassi come solo in barca a vela si può fare, controlli le vele, guardi il panorama, parli con gli altri amici dell’equipaggio… Unico rumore il mare che frange sullo scafo.

Non ci sono parole per descriverlo… devi solo provarlo!

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