Riccardo Grassi

Vivere delle proprie passioni

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Genova Turismo: allarme Lanterna e la mancanza di visione strategica

E ci risiamo, leggiamo di nuovo che la Lanterna, il suo parco e il suo museo sono a rischio chiusura, che non ci sono i fondi e che l’associazione di volontari che gestisce il sito… non ce la fa più.

Poi pensi a Nervi alla Marinella, alla passeggiata e alla condizioni i cui versa per non parlare di quel che rimane del roseto e purtroppo alla via così!

Lo vado dicendo da molto tempo, in questa regione, in questa città manca una politica del turismo, manca una capacità di organizzazione, manca un destination manager che abbia una visione di città turistica e forse manca una classe politica con una visione di città.

Limitandoci al turismo è del tutto evidente che si ragiona per piccole cose, senza pensare al valore globale che questa industria può produrre.

Nu vouemu diventà tutti camè?” (non vorremmo diventare tutti camerieri!) la sento ancora dire in molte riunioni e questa è l’idea del turismo che c’è a Genova!

Turismo uguale camerieri, baristi, posteggiatori (male male male)… industria uguale operai, carpentieri, fabbri (bene, bene, bene)… ma forse bene bene bene in entrambi i casi?

Il turismo ha invece bisogno di manager, di imprese capaci di organizzare, di politici in grado di mettere in moto tutte le capacità della città, attraverso un lavoro deciso, convinto, aperto sia alle persone, sia al modo in cui si pensa alla città.

Si potrebbe pensare che la Lanterna e la Marinella di nervi, non abbiano nulla a che fare, invece sono esattamente la stessa cosa, l’incapacità di questa città di avere una regia turistica vera, un’idea di turismo di medio periodo e purtroppo manca una visione strategica dell’intera città.

marinella-degrado-turismo_genova-liguria-riccardo-grassiIo ce l’ho? forse no, ma sicuramente nel turismo saprei cosa fare, e con me molti altri.

Cosa serve in questa città? Serve che la politica e i politici comprendano che il turismo è un’industria, che può produrre molti soldi e molto benessere: soldi, posti di lavoro, qualità della vita. Ma affinchè il turismo diventi un’industria servono idee, competenze, capacità di management, visione della città.

Se una proposta di buon senso come quella proposta dallo Psichiatra e amico Francesco Bollorino, di fare 70 aree pubbliche con panchine, wi-fi, e varie comodità ha suscitato tanto interesse, significa che tutta la classe dirigente, politici, imprenditori, giornalisti e intelligentia varia, soffre di miopia rispetto al turismo e al vivere bene.

Quella di Francesco Bollorino, è una bellissima proposta che io sposo in pieno, che potrebbe accompagnarsi alla pedonalizzazione di molte vie, di eliminare i parcheggi stradali dal centro e nelle zone di pregio utilizzando parcheggi di interscambio, in brownfield da individuare: immaginatevi, la val bisagno (almeno corso sardegna e corso De Stefanis, in cui non ci siano auto parcheggiate e un grande parcheggio nella zona dell’ex mercato (sollevato in modo da eliminare rischi per le alluvioni), e magari queste due vie percorse da una metro leggera, su gomma o meno o un sistema di movimentazione pubblica verde ed efficiente, una pista ciclabile, e i bar con dehors come avvenuto nel quadrilatero.

Immaginiamo un percorso che permetta di arrivare alla lanerna usando la sopraelevata pedonale, come una grande passaggiata sul mare, con pista ciclabile e percorsi ginnici, bar e tutti i servizi turistici e non… come senza soprelevata? e come ci muoviamo? giusto, forse va fatto il tunnel oppure va pensato che l’autostrada diventi tangenziale e quindi sarebbero necessarie le gronde di ponente e levante per l’autostrada.

Immaginare una città diversa, non solo un piano di Piano (il nostro fiore all’occhiello), ma una visione di città, che decida su che produzioni puntare, sapendo che non basta un solo filone, ma piuttosto un complesso piano industriale che orchestri tutta la città metropolitana e tutta la regione Liguria.

Bisogna pensare a un nuovo modello di sviluppo che tenga insieme diverse anime, diverse filiere e non pensare che esista una ricetta semplice. Tutti noi, cittadini, dovremmo impegnarci ed esprimerci.

Tornando alla visione del turismo le cose da fare sono molte, ma prima di tutto è necessario definire un pensiero di turismo, un modo di fare turismo, che preveda una discussione aperta, competente, basata su numeri e intuizioni, diffusa tra gli operatori e tra i cittadini.

Per quanto mi riguarda, le analisi da me condotte, mi hanno convinto che il prodotto che Genova e la Liguria devono offrire è un prodotto di alto valore, come scrivo nel post “Prodotto Turismo Liguria“, ma sarebbe necessaria una discussione aperta, tra le forze politiche, che metta al centro obiettivi di lavoro, sociali ed economici.

… se non lo fa nessuno facciamolo noi!

 

 

 

 

 

 

 

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