Riccardo Grassi

Vivere delle proprie passioni

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Genova: Museo della resistenza

Se fosse una canzone di Ligabue sarebbe sicuramente “Fuoritempo”! proprio lì dove fa: “Sei fuoritempo
sei come un debito scaduto” e io risponderei ovviamente” C’è anche chi ha deciso di camminare al passo che gli pare”!

eh si, in questo periodo mi sento fuoritempo, e questa proposta è come sempre fuoritempo! però, tant’è… ho deciso che cammino al passo che mi pare!

E allora anche se nessuno ne sente l’esigenza, io mi dico, non è forse venuto il momento di avere a Genova un museo della memoria e della resistenza?

Genova l’antifascista, Genova la rossa, Genova soprattutto medaglia d’oro al valor militare, Genova che si è liberata da sola grazie all’insurrezione del 24 aprile 1945, che costrinse i Tedeschi a firmare la resa alla città! Genova dei Buranello, dei Fillak, di Scrivia Aurelio Ferrando, del grande capitano Bisagno Aldo Gastaldi… non ha un luogo della memoria, un luogo dove poter ritrovare e ricordare il suo passato.

Passeggiando per Genova, troviamo ceppi, ricordi, targhe commemorative in ogni angolo della città, da levante a ponente, senza soluzione di continuità… forse il motivo è proprio questo, Genova è una città che ha intrinsecamente la propria memoria, ma io vorrei avere un luogo cittadino in cui questa memoria avesse una casa!

Chiamiamolo museo della liberazione, casa della memoria, casa della resistenza, troviamo una bella formula… ma facciamolo!

Ma ora? con tutti i problemi che abbiamo a Genova? SI! ora facciamolo ora: fuoritempo!

Mi domando perchè non l’abbiamo fatto fin’ora, ma come detto forse perchè è molto forte nel DNA stesso di questa meravigliosa e complicatissima città, forse per altri motivi…ma dico, facciamolo.

Quanto costa? molto meno di quanto si possa pensare, creare un progetto per un “museo” moderno, fruibile, aperto dove deve abitare il dialogo, la storia e il nostro futuro di democrazia.

Ci sono molti enti, associazioni, centri di studio che potrebbero essere coinvolti, mi vengono le associazioni dei combattenti, l’ANPI, l’ILSREC, etc. che potrebbero dare un contributo in termini di idee, organizzazione, e supporto. I soldi potrebbero essere raccolti attraverso bandi europei, l’organizzazione e la realizzazione potrebbe essere affidata a società specializzate attraverso bandi di gara chiari e aperti, la promozione e la gestione potrebbero essere affidate a società specializzate nel turismo e nel destination management.

L’anno scorso partecipai al comitato “70° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE IN ALTA VALTREBBIA” e in quell’occasione mi sono accorto che la comunicazione della liberazione, del 25 aprile è a un punto in cui, a mio avviso, si devono rinnovare i messaggi, si deve uscire dalla retorica cercando di arrivare al riconoscimento del 25 aprile come la festa di tutta la repubblica e di tutte le parti che si riconoscono in essa.

Credo che una casa della memoria sarebbe una bella occasione perchè questo possa avvenire, uscendo dalla retorica ed entrando nei fondamenti della repubblica, per tutti, anche per tutti quelli che ad oggi sono esclusi, anche per loro scelta, dalla festa della repubblica: il 25 aprile.

 

Così per ricordo:

TESTO DELLA RESA
In Genova il giorno 25 aprile 1945 alle ore 19:30;

tra il sig. Generale Meinhold,quale Comandante delle Forze Armate Germaniche del settore Meinhold, assistito dal Cap. Asmus, Capo di Stato Maggiore, da una parte;

il Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria, sig. Remo Scappini, assistito dall’avv. Errico Martino e dott. Giovanni Savoretti, membri del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria e dal Magg. Mauro Aloni, Comandante della Piazza di Genova, dall’altra;

è stato convenuto:

1) Tutte le Forze Armate Germaniche di terra e di mare alle dipendenze del sig. Generale Meinhold si arrendono alle Forze Armate del Corpo Volontari della Libertà alle dipendenze del Comando Militare per la Liguria;

2) la resa avviene mediante presentazione ai reparti partigiani più vicini con le consuete modalità e in primo luogo con la consegna delle armi;

3) il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si impegna ad usare ai prigionieri il trattamento secondo le leggi internazionali, con particolare riguardo alla loro proprietà personale e alle condizioni di internamento;

4) il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si riserva di consegnare i prigionieri al Comando Alleato anglo-Americano operante in Italia.

Fatto in quattro esemplari di cui due in italiano e due in tedesco.
Scappini Remo – Meinhold  -avv. Errico Martino -Giovanni Savoretti – Asmus  – Maggiore Mauro Aloni

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